Emma Gonzalez è una lesbica skinhead?

Spiacente, la persona che stai cercando è inesistente. Leslie E. Gibson, un repubblicano spara cazzate, deve aver un cazzo minuscolo per scrivere su Twitter frasi dal sapore omofobico verso Emma Gonzalez. Senza aver le palle per dire in faccia quello che pensa, le ha dato prima della “lesbica skinhead”, poi della “calva-bugiarda”. Chiaramente tutto questo nasconde un’omosessualità latente; la paura che una donna, una giovane ragazza sopravvissuta alla sparatoria nella scuola di Parkland, possa avere tutti gli attributi al posto giusto. Per magia il messaggio è sparito e per miracolo l’account @LeslieEGibson2 è stato cancellato! Chiuso! Ma ci risiamo, ne ha aperto uno nuovo, @gibson_house, strano… questa volta è privato. Consigliamo al “coniglio” Gibson di prendere grandi quantità di carote, tante e grosse, e non per bocca. Intanto la comunità LGBT premia Emma, Voice for Equality, (Voce per l’Uguaglianza).

text, V Team

Emma Gonzales ha sparato a Trump

Le parole sono l’arma di Emma Gonzales. Mirare e sparare. Il suo discorso “anti-armi” indirizzato a Trump può fare miracoli. Mettiamoci immortalati davanti allo schermo, le sue parole spiazzano, fanno capire, fanno intendere. Lei non solo è una sopravvissuta, ma ha una mente lucida e combattiva. Certo che se ci soffermiamo a chi è indirizzato il messaggio, poco crediamo che qualcosa cambi. Le 17 vittime sono tali, non ci sono più e  forse non serve ricordarle. Non servono preghiere, scuse, faccine tristi, serve un cambiamento, un vieto. Serve urgente un nuovo presidente. Non basta un’arma per sentirsi sicuri, quando il tuo vicino sta progettando di spararti alle spalle. Armi per tutti come se piovessero? Scott-Dani Pappalardo, un omone di New York, ha fatto un video dove fa a pezzi il suo fucile con una motosega dopo aver rivolto a tutti un messaggio: “ho preso una decisione, voglio essere certo che la mia arma non sarà mai in grado di uccidere una vita”. Che sia questa una nuova moda? E pensare che la gente legge ancora Virginia Woolf o fa la fila per vedere la vita in mostra di Frida Kahlo… sono molto meglio le nuove eroine su YouTube.

cover’s artwork, M.M. Kizi

Editor, M.P.

Vogue è una setta

Se le donne di tutto il pianeta scendono in strada e urlano disperate “no hai compromessi”, sessuali, psicologici, involontari, concessi, ripetuti, ci sono donne che sono scese al compromesso di dividere l’uomo con altre indiscutibili femmine. E’ l’uomo, ancora il maschio che alla fine decide, anche per la donna fondamentalista. C’era una volta anche un sito, FLDSdrees.com, dove si spiavano styling pastello, modesti accessori e candidi dettagli, la donna sceglieva e l’uomo pagava, ma niente, l’hanno chiuso. Forse perché in cambio c’erano castighi e proibizioni? Il popolo maschile FLDS onora in gabbie rosa le loro donne e vive, anche sul web, segretamente e silenziosamente. Tutto rigorosamente protetto. Tutta poligamia dei tempi moderni. Lettura consigliata per le donne moderne, “Fuggita dalla setta”, del 2008, di Carolyn Jessop, lettura consigliata per tutte le altre, Vogue.

text, V Team

Vladimir Putin odia le cagne

Sul tavolo di Vladimir Putin non ci sono numeri da chiamare per farsi sistemare lì sotto… sopra a tutto e tutti c’è un fascicolo con impresso un nome: Pussy Riot. Da sempre i russi non sono mai arrivati per primi in niente, sempre a inseguire, sempre in ritardo, sempre gli ultimi della coda. Hanno però un gruppo, un collettivo musicale, donne che suonano di nuovo il punk, elettronicamente moderno. Ogni tanto ricordiamocelo, la prima band femminista arriva dall’ultima nazione del mondo. Se fossimo a Londra, Berlino o a Parigi, si potrebbe ascoltarle e ballare liberamente, ma siamo in Russia e tutto assomiglia ad una provocazione. Alle Pussy chiunque può aderire. Insieme a Nadya, Katia e María, che tanti ormai pensavano morte sepolte, tutte possono fare del punk… un genere molto vivo e attivo. In Police State le si prende sul serio.

 

Artwork, V Team

Editor, M.P.

 

I bravi figli sono gay, bevono e si drogano

Per tutti quei genitori maleducati, ecco una lista di film che trattano di problemi adolescenziali e giovanili. Sesso, anoressia, omosessualità, bulimia, alcool, droga…

The dreamers/Il giardino delle vergini suicide/ Boys don’t cry/Fame chimica/H2Odio/Elephant/Creature del cielo/Thirteen/Ragazze interrotte, Dream boy/Vite nascoste e non per ultimo Cristiana F. – Noi i ragazzi dello zoo di Berlino.

text, VD Team 

La mamma degli skinheads è sempre incinta

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La cultura fa paura e le gesta di pochi diventano, se voluto, pretesto per creare panico, terrore e confusione. La cultura “skinhead” viene considerata una sub-cultura di matti con gli occhi a palla, teste rasate, jeans stretti sul pacco e bomber. Razzisti? Fascisti? Nazisti? Certo, ma possono esserlo come il poliziotto, la cassiera, un banchiere, un prete. Etichette con scadenze? No. Sono uomini dai canoni comportamentali violenti comuni, che hanno la passione per la musica e l’abbigliamento che strizza l’occhio, e non per un tic, al mondo gay. Gli italiani si svegliano con un nuovo calvario debole e insulso da combattere. I saputelli latenti hanno paura, cambiano strada, vogliano farsi rincorrere. Hanno bisogno di essere presi da un bel gruppetto di maschi “rudi” e glaciali, e messi col faccione a terra sotto a dei Dr. Martens.

Editor, M.P.

 

Io mi farei molestare da Kevin Spacey

Stamani ho incontrato un tipo, un uomo, grande, avrà avuto si e no l’età di mio padre. Mi ha guardato, (chiaramente anche io, se no non avrei notato l’insistenza), ed è salito con me sul metrò. Come sempre tanta gente, sono rimasto in piedi. Dietro ho sentito le sue mani sui miei fianchi. Casualità? Si è “appoggiato”!!! Comunque l’ho denunciato, non subito, dopo ore e ore a pensare all’accaduto.

Stamani ho incontrato un bel tipo, un uomo fisicato più grande di me, interessante e ben vestito. Mi ha guardato (chiaramente anche io, se no non avrei notato che gli interessavo), ed salito con me sul metrò. Come sempre tanta gente, sono rimasto in piedi. Dietro ho sentito le sue mani sui miei fianchi. Io mi sono appoggiato a lui. Poi sono sceso ma l’ho perso tra la folla di pendolari. Cazzo!!! Sono ore e ore che penso all’accaduto.

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Editor, M.P.

 

I bulli ce l’hanno piccolo

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Vittime dei bulli, ribellatevi. Secondo il buonismo e perbenismo le regole sono sorvolare, diventare prede e credere che tutti ci sono passati. Io credo invece che non sarebbe male armarsi di bastoni, e senza se e senza ma, picchiare duro. Le lezioni a scuola si ascoltano, le lezioni fuori si praticano. Non è rispondere con la violenza alla violenza, ma l’ignoranza è un male che viene insegnato. Basta fingere che tutto andrà bene. DSQUARED2 partecipa, con grande fermezza, al progetto “Be Cool Be Nice” con una capsule collection anti-bullismo. La moda, sembra essere il paradiso dove le differenze sono considerate come un bene, un luogo dove l’essere veramente diventa liberatorio e ti fa venire una corazza, un disgusto da esibire dal basso verso l’alto. Gli strumenti alla portata sono inevitabilmente eccentrici, ma meglio una maschera di pailettes che un gruppo di “piscialetto” pronti ad attenderti al varco. Bisogna ritrovare rassicurazioni e fare ciò che si ama non può che stimolare fiducia in se stessi.

Editor, M.P.

 

Stuprare è un’arte

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Tutti sapevano, tutti tacevano. Tutte godevano, tutte mentivano. Si violenta e si abusa dalla mattina alla sera, poi si piange. Non è uno scontro tra chi è forte e chi è debole. Asia Argento come Artemisia Gentileschi. Nel 600 come negli anni 2000, ritorno al futuro. L’abitudine è credere che le donne siano sempre male informate o semplicemente che le sparano grosse, presentate come genere di seconda scelta e viziate quando vogliono. Può essere, ma Harvey Weinstein non ha dettato regole caravaggiesce e Asia Argento non è una pittrice. Artemisia Gentileschi invece è stata una pittrice, ha subito violenza/stupro dal suo maestro Agostino Tassi. Ha parlato, ha continuato a dipingere, ha denunciato. La gente urlò/la gente urla “puttana bugiarda che va a letto con tutti”. La storia rimane infinita e marginalizzare gli eventi diventa pretesto artistico. Che la pena venga afflitta e che si decida subito quando produrre un film sulla vicenda. Tutte in fila per aggiudicarsi il ruolo.

Editor, M.P.