Anna Wintour non vuole Azealia Banks in copertina su Vogue America

La frangia di Anna Wintour sta benissimo al “taglio” plastificato della rap meno artificiale di sempre. Azealia Banks, prende bene per il culo e il suo culo si fa prendere bene; le negre ce l’hanno più dilatata la gola. La sua nuova canzone urla e si chiama appunto “Anna Wintour”, pop-house anni ’90, dance-voce-basso… il “tunztunz” è garantito. Poco, minimamente tamarra, il giusto per farsi riconoscere. Niente copertina su Vogue America, su di lei è sceso il veto.

text, V Team

Childish Gambino odia l’America

L’America come ormai l’abbiamo vista. Armi-fast food-obesi-rifatti stanno tutti lì. Childish Gambino, (Donald McKinley Glover, Los Angeles, 25 settembre 1983), è un attore, cantante, rapper, comico, sceneggiatore e DJ e presenta in tutto il suo personalissimo essere “This is America”, una canzonetta per tutti. Facile motivetto, ripetitivo con un balletto non riempitivo, quasi comico, degno di segnalazione. Diretto da Hiro Murai, il video è una più che reale visione della violenza-brutalità quotidiana americana. Sparare col sorriso e smirare volutamente. La coreografia ipnotica è di Sherrie Silver dove alla fine si presta al gioco anche la negrona SZA. Un’intera repubblica resa pubblica, se ce ne fosse ancora bisogno.

text, V Team

Florence Welch è una ninfomane

“Essere me stessa, finalmente, senza dover fingere per piacere e farsi accettare. Le tracce lasciate-composte sono linee del mio adesso. Sono così. Così veramente così. Prendermi o superarmi e cambiare strada”. Alla domanda: Florence parlami del tuo disco, potrebbe rispondere così”.High As Hope” di Florence + the Machine annunciato per il 29 giugno è stato anticipato dal singolo Hunger, apoteosi riempitiva tra odio e amore, tra il fare e il non fare. Essere in un determinato modo, prima per se stessi poi per chi sarà forse uno dei tanti di passaggio. Lei stessa spiega: “Questa canzone racconta dei modi in cui cerchiamo l’amore in posti dove probabilmente non dovremmo farlo e di come cercare di sentirci meno soli a volte ci far sentire ancora più isolati. Credo di essermi messa più a nudo ed essermi resa più vulnerabile in questa canzone per incoraggiare i rapporti, perché forse ci sono molte più persone che si sentono in questo modo di quello che vogliamo ammettere”. Santificata subito. Parole liberatorie che vanno prese come sfondo/sottofondo quotidiano. L’essere mai banali, mai minimali, mai essere per esserci.

Editor, M.P.

 

 

 

 

 

La playlist che gli adolescenti gay dovrebbero far ascoltare ai genitori per farsi conoscere

Non sai come fare per dire a tua madre che sei gay senza temere una reazione isterica? Stordiscila con questa playlist all’insegna del sesso promiscuo, della droga, del senso di inadeguatezza e dell’anticonformismo.
Sicuramente otterrai degli ottimi risultati.

Ecco la playlist adatta ad un coming out come si deve:

SYLVESTER – I NEED SOMEBODY TO LOVE TONIGHT (1979):
Atmosfere rarefatte e sintetizzatori, una voce che ripete ossessivamente di aver bisogno di amare qualcuno in una notte fatta di solitudine e lussuria. Un piccolo gioiello nella discografia di Sylvester, fenomeno della discomusic, del rhythm and blues e del soul degli anni ’70 e ’80, omosessuale dichiarato, conosciuto soprattutto per alcune sue hit, per il suo cantato in falsetto e per il suo aspetto appariscente ed androgino.
Malato di AIDS, morirà nel 1988.

FISCHERSPOONER – TOPBRAZIL (2018):
Traccia dell’album SIR, considerato uno dei dischi più gay dagli ormai lontani ed eccentrici anni ’80. E’ un singolo pop e provocante, con un testo “che parla” in maniera esplicita di una scopata. Frasi come “Take it, take it all the way” oppure “Let’s do it, I go all the way” lasciano ben poco all’immaginazione. La canzone è accompagnata da un video incredibilmente omoerotico, ambientato in un sex club e in una sauna gay. Per Casey Spooner, il frontmen, il video celebra un’estetica pop tipicamente riservata all’archetipo femminile, ma declinata al maschile, per liberarlo, invitandolo ad essere sessuale, espressivo e senza paura.

PLACEBO – NANCY BOY (1996):
“Nancy Boy”, ovvero “Finocchio”, è una canzone dall’album d’esordio dei Placebo, band capitanata dal geniale e androgino Brain Molko, icona nero vestita degli anni ’90.
La traccia è ruvida ed emotiva, disperata e aggressiva, con un testo che descrive un mondo di droghe e sesso, alcool e froci, con il loro inconfondibile sound che mischia britpop, indie e post-rock.

DAVID BOWIE – QUEEN BITCH (1971):
La canzone, il cui titolo significa “Checca”, è dedicata all’icona del rock Lou Reed. Un giovane David Bowie, poco prima della nascita della sua incarnazione più glam, l’androgino alieno Ziggy Stardust, incide questo pezzo per il disco Hunky Dory. Nel testo della canzone Bowie fissa Lou Reed dall’undicesimo piano di un palazzo, intento a rimorchiare una ragazza. Bowie brucia di gelosia ed adorazione perché vorrebbe essere al posto di lei, cosciente di saper fare ben di meglio.

FAUST’O – IL MIO SESSO (1978):
Una traccia davvero innovativa per il periodo in cui uscì in Italia, che guardava già a quella che sarà la new wave degli ormai prossimi anni ’80 e al David Bowie più glam. Un testo ironico e ambiguo che parla sostanzialmente delle masturbazioni mentali del proprio organo sessuale.

THE ROCKY HORROR PICTURE SHOW – SWEET TRANSVESTITE (1975):
E’ la canzone con cui nel musical e nella versione cinematografica fa la sua comparsa il personaggio del Dr. Frank-N-Furter, interpretato da Tim Curry.
L’entrata in scena è ad effetto. Frank-N-Furter scende dall’alto, in ascensore e di spalle, come una vera diva, coperto da un mantello nero, a lasciar scoperti solo dei grossi e vertiginosi tacchi glam rock. Fra il terrore di alcuni e l’adorazione di altri, Frank-N-Furter come un moderno Nosferatu con un pesante make up alla Siouxsie Sioux incede a passo sicuro verso il palco, dove lascerà cadere il mantello, scoprendo un look in guepiere e cantando sfrontatamente “I’m just a sweet transvestite from Transsexual, Transylvania”. Cult.

PERFUME GENIUS – QUEEN (2014):
Chitarra distorta e synth nella ballata d’avanguardia del cantautore statunitense Mike Hadreas, in arte Perfume Genius. Un inno queer, sfacciato e intimista, accompagnato da uno splendido e onirico videoclip diretto dal visionario Cody Critcheloe, mente del progetto SSION.

THE ORGAN – LOVE, LOVE, LOVE (2004):
Amore e angosce giovanili per il gruppo indie-rock delle Organ. Se Morrissey fosse una donna probabilmente sarebbe Katie Sketch, la cantante canadese dal fascino androgino che con la sua band esplora sonorità darkwave nella prima metà degli anni zero.

JIMMY SOMERVILLE/ BRONSKI BEAT – SMALLTOWN BOY (1984):
Una canzone che parla di desiderio di emancipazione e di auto-affermazione. Un ragazzo scappa dalla sua città, dalla sua famiglia e dalla mentalità di un piccolo paese che lo emargina e lo discrimina. Con la sua valigia nera di tristezza e solitudine aspetta sotto la pioggia e il vento un treno che sta per arrivare, e con esso la sua nuova vita.
Degno di nota anche il remix firmato da Arnaud Rebotini per ’’120 Battiti al Minuto’’, film del 2017 sugli attivisti di Act Up-Paris, un collettivo parigino attivo ad inizio anni ’90 che voleva richiamare l’attenzione sui malati di AIDS in modo da contrastare il pensiero dominante secondo cui ad ammalarsi fossero solo gli omosessuali e i drogati.

TOBIAS BERNSTRUP – VENTISETTE (2003):
Un piccolo gioiello, una rarità ed un omaggio alla Italo-Disco, fatto da Tobias Bernstrup, artista di musica elettronica multidisciplinare. Atmosfere da cruise e un ragazzo che si aggira di notte in provincia in cerca di uomini e promiscuità.Una voce anglofona dal dubbio orientamento sessuale porta tutto al limite del migliore trash.

MYKKI BLANCO – HIGH SCHOOL NEVER ENDS (FT. WOODKID) (2016):
La traccia, composta da Woodkid, si discosta da tutto il resto del repertorio, essendo l’unica canzone dell’intera discografia di Mykki Blanco a contenere degli archi.
Il video, diretto da Matt Lambert, prende spunto da Romeo e Giulietta per narrare una moderna storia di intolleranza, omofobia e razzismo.
Considerato uno dei pionieri queer della scena hip-hop, con un’attitudine punk e da Riot Grrrl, Mykki Blanco ha un’estetica che unisce elementi femminili ad elementi maschili.
Nel 2011 ha dichiarato di essere risultato positivo all’HIV, e da quel momento si è battuto per cercare di abbattere questo taboo nel mondo del musicbiz.

HEDWIG & THE ANDRY INCH – WIG IN A BOX (2001):
Nato come musical nel 1998 e poi diventato un film nel 2001 diretto e interpretato da John Cameron Mitchell, è un tripudio di glamrock, decadenza, paillettes, lustrini, trucchi esagerati e promiscuità sessuale. Wig in a Box parla di una drag che non ha altro modo che mettersi del trucco e una parrucca per sentirsi veramente bene con se stessa.

MORRISSEY – PICCADILLY PALARE (1990):
L’ex leader degli Smith, in questa traccia dal classico sound indie e britpop, parla della prostituzione maschile a Piccadilly e del loro gergo in codice usato per la prima volta da prostituti nel XIX secolo, e poi dalla comunità gay negli anni ’60, per mascherare predilezioni sessuali illegali nel Regno Unito, fino a più della metà degli anni ’60.

FRANKIE GOES TO HOLLYWOOD – RELAX (1984):
Il testo, pieno di doppi sensi pare alludere nemmeno troppo indirettamente ad un rapporto orale, mentre il video vanta il merito di aver decretato l’inizio della censura verso le tematiche omosessuali nei videoclip. L’ambientazione è quella di un locale gay, a metà fra un cruise e un circo, in cui viene evocato un mondo omosessuale alla Tom of Finland, pieno di cliché rimandanti alla sottocultura Clone, fatta di uomini muscolosi in canotta, baffi e pelle.

ARCA – DESAFìO (2017):
Un testo sensuale, pieno di dolore, fatto di passioni laceranti e sesso omosessuale. E’ Desafìo, traccia contenuta nel primo disco cantato di Arca, genio della musica elettronica, produttore e ingegnere del suono venezuelano. Pelle nera, Ibragatura tra il bondage e l’ospedale psichiatico è invece il look che sfoggia nel video della canzone, diretto come sempre dal visionario Jesse Kanda in cui Arca viene trascinato e nello stesso tempo sorretto da quattro uomini nell’oscurità di un bosco allucinato e stroboscopico.

IVAN CATTANEO – POLISEX (1980):
Il più grande successo di uno degli artisti maggiormente fuori dalle righe di sempre del panorama italiano. Ivan Cattaneo è intelligente ed irriverente e sfodera strepitosi look glam delle tinte dark da cui è impossibile non rimanere affascinati. Nella traccia un sax e atmosfere new wave accompagnano un cantato in falsetto. Nuove generazioni, prendete appunti!

ALFREDO COHEN – VALERY (1979):
Scritta da Franco Battiato e Giusto Pio, Valery è il primo embrione di quella che poi diventerà la famosissima Alexander Platz di Milva. In origine scritta assieme ad Alfredo Cohen, la canzone parlava della transessuale Valérie Taccarelli, attivista del Circolo di cultura omosessuale 28 giugno, quello che poi divenne il Cassero LGBT Center di Bologna.

LOU REED – WALK ON THE WILD SIDE (1972):
Classico eterno ed intramontabile contenuto nel disco Transformer, pietra miliare della discografia, nato dall’incontro artistico di Lou Reed con David Bowie che produce l’interno album assieme allo storico chitarrista Mick Ronson.
La canzone è un ritratto del bizzarro entourage che gravitava intorno alla Factory di Andy Warhol di cui lo stesso Lou Reed faceva parte coi suoi Velvet Undrground.
Fu la prima canzone a contenere espliciti riferimenti all’omosessualità e al travestitismo ad essere trasmessa per radio; il lato selvaggio di cui parla è qualcosa di non propriamente convenzionale ed accettato dal pensiero comune. Walk on the Wild Side è un’esortazione a conoscere e scoprire altri modi di essere, percepire e vivere.

GIUNI RUSSO – LA DONNA E’ MOBILE (2012):
E’ una traccia contenuta in Demo.De.Midi, raccolta di provini inediti rimasti tra gli anni ’80 e ’90 nel limbo della discografia italiana per presunti motivi di paura o imbarazzo. Si, perché Giuni Russo, una delle voci più belle e potenti del ‘900, è sempre stata un’artista che non ha mai avuto paura di sperimentare, a partire proprio dalla sua voce, che usava come uno strumento, fino ad arrivare alla musica e ai testi.
Scritta come sempre a quattro mani con la sua compagna di vita Maria Antonietta Sisini, La Donna è Mobile è una sofisticata canzone pop di avanguardia con sonorità arabe ed un testo androgino, che gioca sui contrasti di genere per rimescolarli, proprio come Giuni amava fare con i suoi look e i suoi capelli tipici del sesso maschile.

FRANK OCEANS – CHANEL (2017):
Su un pianoforte lento e trascinato Frank Ocean apre la canzone con le parole “My guy pretty like a girl, and he got fight stories to tell, I see both sides like Chanel” facendo riferimento dalla doppia C del logo del brand di lusso Chanel, ma anche alla fluidità sessuale che lo hanno fatto diventare uno dei primi artisti hip-hop/R&B a fare coming out annunciando pubblicamente di avere una relazione omosessuale.

ANTONY AND THE JOHNSONS – CRIPPLE AND THE STARFISH (2000):
Per Diamanda Galás in quella voce meravigliosa ci sono tutte le emozioni del pianeta. E come non essere d’accordo quando la voce di cui si parla è quella di Antony Hegarty, cantautore transgender dalla poetica crepuscolare. Cripple and the Starfish appartiene al suo sorprendente esordio, dove pianoforte e voce dominano tutto il disco, come succederà in molti suoi lavori successivi. Diversità incompresa, solitudine e disperazione scaturiscono dalla traccia che parla di un difficile rapporto sadomasochista e omosessuale “Sono molto felice, quindi per favore colpiscimi/Sono molto molto felice, quindi vieni e feriscimi/Ricrescerò come una stella marina” grida Antony alla fine della canzone.

Che vostra madre sia sopravvissuta o meno a tutto questo, ciò che conta è essersi messi il cuore in pace e averglielo detto!
Siate sempre liberi e orgogliosi di voi stessi nelle vostre molteplici diversità! Express Yourself.

 

Editor, Roberto Betti

Ci sono tanti boni nel nuovo video di Cardi B

Tra una campagna Gucci e un editoriale su CR-Carine Roitfeld Fashion Book, Petra Collins dirige anche un video, il nuovo di Cardi B. Lo fa benissimo. Casting con bava, muscoli e tanta carne. Un riuscitissimo preludio all’album “Invasion of Privacy”, in uscita il 6 aprile, “Bartier Cardi” riassume i toni, le sfumature e le tematiche che preannunciano l’atteso capo-lavoro. La classicità della fotografia della Collins contrasta, ma si sfuma perfettamente tra gioielli di famiglia e quelli griffati. Colorato, da “negrona”, etereo e decadente. Neo femminismo da osservare.

text, V Team

 

Courtney Love è la badante di Marilyn Manson

Occhio! Tua nonna potrebbe essere spinta sulla sedia a rotelle da Courtney Love. E’ successo anche al vecchietto Marilyn Manson. Nel suo ultimo video Tattooed In Reverse, dall’album Heaven Upside Down, con amore e devozione la bionda “Hole” porta a spasso per un’ospedale pscico-raccapricciante Mr.Manson che ride, urla e gioca come un bambino posseduto. Altri cameo sono dati a Glo Taylor e Lisa Marie Presley, tutte personcine a modo. La regia anche questa volta è affidata a Bill Yukich. “Chi ha permesso a Courtney Love di essere la mia infermiera? Oh merda… l’ho fatto”, twitta Manson.

text, V Team

Liza Minelli non è ancora morta

Sei un bambino gay, ti piacciono le pailettes, i trucchi glitterati, guardi tua madre mentre si cambia e osservi tuo padre mentre sbraita davanti alla TV durante la partita di calcio. Sei un uomo gay, ascolti l’ultima canzone di SsionAt Least The Sky Is Blue”, guardi il suo video e vedi l’omaggio che fa a Liza Minelli. La comunità omosessuale popolata da palestrati e abbronzati viene ridicolizzata e Ssion, uno degli artisti più “fashionisti-gayisti” del momento, mette parrucca e make up anni settanta per abbattere gli stereotipi con ironia. Il brano è il secondo estratto dall’album “O”, il video è stato postato sul profilo Instagram il 12 marzo, guarda caso il giorno del compleanno di Liza. Indiscutibilmente per sempre fan.

 

text, V Team

 

Sade e Drake per sempre insieme

Chi non sa chi è Sade Adu? Drake la conosce bene, si è fatto tatuare per la seconda volta il suo volto!!! Ci riconosci perfettamente la sua fronte, i suoi lineamenti, i suoi capelli. Io ho preferito marchiarmi nella testa le sue canzoni come Your Love Is King, Paradise, No Ordinary Love, Cherish The Day, Like A Tattoo, Bullet Proof Soul, Soldier Of Love, impossibili da catalogare, lineari, pulite, ma costantemente legate alla sua immagine. Mai un remix edito, mai una cover di un suo pezzo, solo unicità-iconica-intoccabile. Sade è ritornata e ha pubblicato per la prima volta dopo 8 anni una nuova canzone, Flower of the Universe. Il brano è stato registrato per la colonna sonora del film Disney “Wrinkle in Time”, diretto da Ava DuVernay, interpretato da Oprah Winfrey, Reese Witherspoon, Mindy Kaling, Gugu Mbatha-Raw, Michael Peña, Storm Reid, Zach Galifianakis e Chris Pine, che sarà fuori dal 9 marzo 2018. Il settimo album è in lavorazione. Bentornata dea. Drake ha già fissato la data per il terzo tatuaggio.

Editor, Daniel Davis

Drake è un donatore di sperma

Donare tutto quello che si ha. Donare è bello e se te lo regala il negrone da monta di turno è ancora più bello. Nell’ultimo video “God’s Plan”, Drake corre, muove il culo (bene), abbraccia e regala tutto. Tanti, tanti, tantissimi soldi ai più bisognosi. Casi problematici pronti per essere risolti, acquisti impossibili, viaggi stellari. Far del bene porta bene, evidentemente, in radio il singolo è martellante e il video è vistissimo. Per Drake regalarsi è la cosa che lo fa star meglio. Che doni anche il seme?

text, V Team

Madonna è stata una cantante

Madonna 1988, photo by Inez van Lamsweerde & Vinoodh Matadin

Se penso al mio funerale vorrei tanto che come sottofondo ci fosse “The Power of Goodbye” di Madonna. Oggi, 22 febbraio 2018, non sono morto. Ieri, 22 febbraio 1998, usciva nei negozi d’America il settimo disco di Madonna Louise Veronica Ciccone “Ray of Light”. Alla radio veniva anticipato con un singolo molto difficile, “Frozen”, così dicevano, perché non aveva l’inizio giusto, perché era troppo lento e aveva suoni e parole distanti da pause e rincorse. Il mondo musicale vedeva una donna capace di reinventarsi, spiazzando e convincendo. 20 milioni di copie vendute, tre Grammy Awards, incluso il premio “Miglior Album Pop dell’Anno” e 4 volte disco di platino solo negli Usa. 5 singoli estratti ed è al 363º posto dei 500 migliori album di tutti i tempi secondo Rolling Stone. 13 tracce, 1 miracolo. Ancora oggi è il giusto mix elettronico, che incorpora elementi di dub, trip-hop, techno, discoteca, psichedelia dalle atmosfere ambient. William Orbit e’ l’artefice e produttore di questo suono futuristico che non si perde in nessuna delle canzoni. Lei è una dark lady del deserto con tatuaggi all’henné, poi una venere botticeliana abbronzata, fino a trasformarsi in geisha in PVC che pratica cabalismo. Il risultato spirituale e illuminato, non concede l’effetto temporale. Come vent’anni fa l’immagine rimane impressa, e l’album suona ancora bene, come nuovo, attuale, da ascoltare. In ordine:

Drowned World/Substitute for Love – 5:10 (Madonna, William Orbit, Rod McKuen, Anita Kerr, David Collins)
Swim – 5:00 (Madonna, William Orbit)
Ray of Light – 5:20 (Madonna, William Orbit, Clive Muldoon, Dave Curtis, Christine Leach)
Candy Perfume Girl – 4:35 (Madonna, William Orbit, Susannah Melvoin)
Skin – 6:20 (Madonna, Patrick Leonard)
Nothing Really Matters – 4:30 (Madonna, Patrick Leonard)
Sky Fits Heaven – 4:50 (Madonna, Patrick Leonard)
Shanti/Ashtangi – 4:30 (Madonna, William Orbit)
Frozen – 6:10 (Madonna, Patrick Leonard)
The Power of Good-Bye – 4:10 (Madonna, Rick Nowels)
To Have and Not to Hold – 5:20 (Madonna, Rick Nowels)
Little Star – 5:20 (Madonna, Rick Nowels)
Mer Girl – 5:30 (Madonna, William Orbit)

Editor, M.P.