Mia Mamma è Cher

E a metà del 2018 tornò lei… santa glitterata patrona delle frocie più frocie dell’universo. Colei che di anni non ne ha più, supremo robot dai mille volti che della sua Believe ha fatto da colonna sonora/inno ai gay-pride-folkloristici di tutto il mondo è tornata. Cher is back, (ancora), fili in sospensione, botox nelle vene, tutto è pronto. If I could turn back time, la donna che negli anni 80 con le calze a rete saliva sui cannoni pronti a sparare è nel cast di Mamma Mia 2. Con i suoi 53 anni di pop si è appropriata di Fernando e gli Abba ringraziano. Pronto un album dove omaggerà con covers, non all’ Hung Up di Madonna, il vasto ereditato repertorio del gruppo. Tanti strati di Photoshop e assenza totale di vocoder.

text/editor, V Team+M.P.

Scarlett Johannson è troppo bella per essere un trans

Presa di mira, additata, criticata. A morte la regina, alla ghigliottina Scarlett Johannson. I trans di tutto il mondo si sono uniti contro di lei. Violenza digitale eseguita, come d’abitudine, dalle minoranze che fanno del poco il tanto da mostrare. I trans, per esempio, ma non come esempio, non sono d’accordo sul nuovo ruolo e futuro personaggio della stra-figona nel film Rub and Tug. Il fim è basato sulla vera storia di un gangster donna che diventa uomo: Dante Tex Gill. Rupert Sanders è il regista, la comunità transessuale si è chiesta con voce rauca sopraffatta da acuti, dal pomo d’Adamo soffocato; “perché non uno/una di noi per la parte?”. Ma se la vita di una trans è già una commedia perché ripeterne l’operazione? Scarlett, We love you by la comunità “W la figa, quella vera”.

Editor. M.P.

Facciamo chemsex?

Il sesso chimico, che chimica. Ho provato tutto, se dico tutto intendo tutto. Mi sono calato l’impossibile possibile da recuperare facilmente ad ogni ora del giorno. Senza mezzi termini, senza mezzi cazzi. Tanti ovunque. I soliti posti, la solita gente, brutta o bella che sia stata, sempre quella. Il sesso fatto con la vera voglia, se anche ogni tanto o per sempre, non si pratica più. Uno sport fatto di medaglie da social. GRINDR ti dice dove si trova il pisello più vicino, Planet Romeo ti fa scoprire che c’è un tipo a 10 metri da te… ma quello è il tuo fidanzato. Ma fidatevi fare sesso può ricominciare a funzionare, la libertà si attiva e si scopre che le distanze non sono fatte per essere percorse. Chi passa sotto casa è colui che fa fuori giga a manetta per eccitarsi anche solo facendosi spedire delle micro fotine soft-hard-porno? Poverino, che sfigato. Cerchiamo, cerchi o cerco. Ma cosa cazzo cerchi! Rimettersi in carreggiata e subito. Il tempo è di tutti, può essere ripreso, preso. Preso mentre spii il pacco del tipo seduto difronte a te, beccato mentre speravi di non essere beccato, sorpreso perché alla fine siamo una sorpresa. Con il termine chemsex ci si riferisce alla combinazione di sesso e droghe, spesso sintetiche, usate come mezzo per far cadere le inibizioni e accrescere la libidine, in un contesto il più delle volte di gruppo, di S/M e prolungato. Con il termine sex ci si riferisce alla combinazione di selezione tra persone coscienti, che usano precauzioni fisiche e mentali, usando il “sex” in maniera reale e pulita. Rivedere Chemsex, film di William Fairman e Max Gogarty è bello. Un documentario della durata di 83 min. La media di un rapporto sessuale, quello vero. Tutto il resto dura pochissimo. Finito.

text, V Team

Johnny Deep si finge malato di cancro

Era randagio, dal “profumo” di cane bagnato, ma piaceva. Era darkeggiante con grosse lame al posto delle mani, ma commuoveva. Oggi è magro da far schifo, ma tutte e tutti lo vogliono ancora. Il suo problemino con l’acol non ha fermato il pirata dei poveri; Johnny Deep recita di nuovo e lo fa trasformando il suo corpo in uno scheletro. Poca carne al fuoco, tante ossa che fanno rumore, e si spera non per nulla. Una foto che lo ritrae oggi magrissimo uccide i fan dell’attore. Tutto è normale, tutto come da copione, anche lui lavora e i chili persi sono per pagarsi l’affitto e i debiti lasciati in stanby. Da bravo attore/lavoratore ha appena finito di girare “Richard says Goodbye”, film dove interpreta un professore che decide di cambiare radicalmente la sua vita quando scopre di avere un cancro. La chemio fa moda.

text, V Team

 

La statua di Andy Warhol piange sangue

La fine. Chiuso per sempre. Stop per “Interview”, la rivista fondata da Andy Warhol nel 1969. Puro pop pubblicato. Creato insieme a John Wilcock, è stato un manifesto libero, senza regole, coloratissimo. Gli esemplari di oggi hanno solo da imparare e in silenzio se è possibile. Due anni dopo la morte di Warhol, Peter Brant, un qualunquista-collezionista d’arte miliardario, comprò tutto l’Interview, ma fu l’inizio della difficile conferma e conseguenza perdita di rilevanza e credibilità. Le celebrità erano tali o diventavano famose dopo essere state messe in copertina, i personaggi e i servizi fotografici parlavano e sapevano dire qualcosa. Nonostante i ritocchi la realtà non veniva mai surclassata. Dopo di lui nessuno mai. Tutto era e forse rimarrà.

text, V Team

Lil Miquel prende a pugni Chiara Ferragni

Influenzare per essere considerata una “influencer”, la Ferragni non è nessuno confronto a Miquela Sousa conosciuta come Lil Miquel. La differenza c’è e non si tratta di follower, (12,9mil per la bionda), ma di perfezione nella perfezione. Chiara oggi ha un brufolo sul naso, Lil no… mai, la prima è bella se perfetta, l’altra è 24/24 perfettissima. Lil Miquel influenza per come si veste, per i posti che frequenta, per gli amici che ha, per i cambi di look flash-repentini e mai fuori luogo. Le sue lentiggini sono segni stabili, né una in più né una in meno. Prada la vuole come testimonial, frequenta le comunità LGBTQ con onore/rispetto, i magazine se la contendono. Il solo lato negativo? Non esiste. I suoi creatori Trevor McFedries e Sara DecouLa ci stanno prendendo per il culo. Mi piace, la cosa mi piace. Mi piace perchè come me usa sempre gli stessi #, perchè si fa i selfie, dice la sua, ed è più viva di tanti altri. E Chiara Ferragni? Chi?

Editor, M.P.

Matteo Garrone è un bugiardo cronico

Si esce dalla figa con l’unico scopo di essere felici. Concepiti per fare, disfare, imparare, sbagliare, dimenticare. Robot fatti di carne che inciampano e s’ingozzano come umani che non sanno cosa fare e si affidano a qualcuno che gli è stato imposto, qualcuno che lassù giudica e ammette. Commette il male il figlio che proibisce alla madre anziana di morire come ha sempre voluto, sbaglia il padre che pensa che il figlio sia sempre figlio e non riesce a vederlo come un amico, nonostante sia cresciuto. Sbaglia Madonna a farsi i selfie dove viene sempre troppo ritoccata e “gonfia”, non azzecca mai la parola giusta il presidente Donald Trump e neppure l’Africa è messa bene. In Mauritania, l’articolo 308 del Codice penale del 1984 dice che «ogni musulmano adulto che commetta atti indecenti o contro natura con un individuo dello stesso sesso, subirà la pena di morte attraverso pubblica lapidazione». Sbagliano i medici a dire che si sta meglio con una flebo che con una carezza, gli stilisti emergenti che indicano le proprie ispirazioni con riferimenti dal passato, chi ragiona come un laureato e ha paura poi di sperimentare sbaglierà sempre. Errore per i  maschi che si depilano e non sanno di sembrare al primo cenno di ricrescita dei polli spennati messi in vaschetta. Errore per le femmine, che essendo tali pensano che devono avere sempre qualcuno che le faccia sedere. Sbagliano i vegani a dire che l’erba ha un’anima perché i bambini che muoiono di fame si mangiano anche la loro merda. Matteo Garrone ora è a Cannes con Dogman, film al 100% italiano che ha riscosso un ottimo successo con tutta la critica internazionale. Il film tratto da una storia vera… non ha niente di vero. La pellicola si ispira al delitto del Canaro: l’omicidio del incensurato pugile dilettante Giancarlo Ricci, avvenuto nel 1988 a Roma per mano di Pietro De Negri, detto er canaro. Questo però è solo un film, la verità da sempre è soggettiva e noi siamo soggetti a sbagliare. Ma l’errore più grande lo commette chi giudica gli errori degli altri. Sbagliando…

Editor, M.P.

Ralph Souffrant ha il cazzo con le lentiggini

La fortuna di non essere perfetto è fortuna, un miracolo. Se Ralph Souffrant fosse nato ad Haiti per poi trasferirsi a Brooklyn senza il suo corpo ricoperto da strane macchioline-chiazze, una sorta di lentiggini, sarebbe passato senza che nessuno si girasse? Vitiligine additata in mostra sulla propria pelle, tatuaggi indefiniti naturali. Dai social ad essere testimonal per la linea di Kanye West, il 22enne che ha studiato non a caso dermatologia è (così) bello (così) come mamma l’ha fatto. Senza trucco tutto è svelato e mangiato. Un sano piatto di lenticchie ovunque il piatto le contenga. Un faccia e un corpo da divorare. Dal 2015 ad oggi il suo Instagram ha più di 85 mila followers e da bravo ragazzo segue solo 1.183, per ora. Essere selezionati da uno selezionato. I suoi “difetti” non sono mai stati censurati.

Editor, Albert Ferrari

Martin Margiela reciterà in X Files

Ci siamo il mistero sarà risolto. Chi è veramente Martin Margiela? Non saranno Mulder e Scully a risolvere il mistero però. La London Film Company Dogwoof ha annunciato per il 2019 un film su di lui. Il regista Reiner Holzemer punta a Cannes per l’anno prossimo, il documentario è tutto un segreto nel segreto del segretissimo Mr.Margiela che ha reso celebrissima la maison in tutto il mondo. Zero foto e zero informazioni su di lui hanno fatto del mistero l’essenza del marchio. Straordinariamente è la prima volta che, lui, ha accettato di far parte di un film sulla sua vita e sul suo lavoro. Apparirà? Potrebbe. L’attuale direttore creativo John Galliano tace, acconsente, forse. Nel caso, la rivoluzione industriale che ha influenzato l’industria della moda, sarà allora più capibile. Senza compromessi la scena creativa di Anversa è più che mai attuale. Ancora solo un anno e tutto sarà svelato.

Editor, Albert Ferrari