Leon Golup è un fanatico militarista

Tutte cose negative nella mostra di Leon Golup alla Fondazione Prada. La guerra, il razzismo, la violenza gratuita. Estremo agli estremi diviso in tre tempi. La vita contemporanea viene scandita da bombardamenti. Il quotidiano viene fotocopiato, ri-fotografato e messo su basi trasparenti. Le opere diventano il davanti e il dietro di ogni azione. L’essere curiosi, senza sporcarsi le mani, fa di noi i perfetti spettatori-interlocutori. Non siamo pacieri, uccidiamo anche con lo sguardo.

Leon Golup-FondazionePrada
Foto Roberto Marossi Courtesy Fondazione Prada

text, VD Team

 

Morgan Bassichis non piace solo ai froci

Ridere non vuol dire sorridere. Morgan Bassichis lo sa e lo fa bene. I suoi spettacoli sono intensi e pieni. Sono barzellette poetiche. Il 18 novembre e 17 dicembre 2017 al New Museum: “The Faggots and Their Friends Between Revolutions The Musical” (1977), una versione underground del libro scritto da Larry Mitchell. Da non perdere se si bazzica a NY.

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Illustration by Ned Astra in The Faggots and Their Friends Between Revolutions. New York: Calamus Books, 1977

 

http://www.morganbassichis.com

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EXCLUSIVE!!! La ricetta dei macarons di Marina Abramović

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Possiamo ingrassare se andiamo a Parigi questo weekend. Fiac, fiera internazionale di arte moderna e contemporanea, ospita il “nuovo” piatto forte della famosissima “cuoca” Marina Abramović cucinato con Raphaël Castoriano per Kreemart, i macarons. Dopo Cattelan, Muniz, Linzy, Tuttle e tanti altri, tocca alla signora deliziarci (e non concettualmente) questa volta. Curiosissimi… si mangiano veramente. Senza porci domande, le solite, di cosa sanno o quanto sono grandi, chiediamoci se sono gratis. La risposta è NO! E quando mai l’arte è per tutti? Prossimamente in vendita. In “esclusiva” la ricetta!!! Buon appetito.

MarinaAbramovic Kreemart macarons

200 g di zucchero a velo, 125 g di farina di mandorle, 3 albumi, 30 g di zucchero semolato, 2 gocce di essenza di Marina Abramović… farcitura a piacere.

 

http://www.instagram.com/kreemart

 

Editor, Daniel Davis

Original photos, Kreemart, ©2017

Artwork, VD Team

 

 

 

Peter Saul odia Topolino

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Un vecchietto ci spiega come si vive oggi, cosa vogliamo vedere, cosa siamo obbligati a vedere. Di cosa abbiamo bisogno e che cosa possiamo buttare. Il mondo visto da Peter Saul, 1943, è caotico, rumoroso, astratto, violento e pornografico. Satana vive in lui. I suoi dipinti “fumettati”, non omaggiano i grandi della Disney, non sono lineari e spigolosi come quelli giapponesi. Sono invece unti, pieni di alcool, esplodono grasso da tutti i pori. Lo stile violento diverte. Pop Art Surreale Espressionista. Mr. Saul non è un bugiardo. In mostra collettiva “The American Dream” dal 19 novembre 2017 al 27 maggio 2018 al Kunsthalle Emden.

 

http://www.maryboonegallery.com/artist/peter-saul

text, VD Team

 

metti Mi piace a: La Ballade Des Pendus

“Così è il destino delle opere: una lunga elaborazione, uno spazio di silenzio o di caos, alla ricerca di una forma, e poi l’occhio dello spettatore in meno di un battito di ciglia, nella metà della metà di un secondo, emette un giudizio, stabilisce una sentenza, mette in moto il plotone di esecuzione dei likes”. (Luca Scarlini)

In diretta dal Plasma Plastic Modern Art di Via Gargano 15 a Milano:

Giovanni De Francesco, presenta se stesso e altri 21 autori-artisti. Fratelli umani poeticamenete underground, che mettono a disposizione per il pubblico opere, espressioni, formazioni, fisicamente e metaforicamente appese.

La Ballade Des Pendus

Qui non si tocca la terra, dal basso possiamo solo guardare l’alto. Qui si balla e se anche passasse un pezzo insostenibile, tutto rimarrebbe saldamente sospeso.

In visione: Antonio Barletta, Andrea Branzi, David Casini, Giovanni De Francesco, Massimo Faion, Anna Franceschini, Duccio Maria Gambi, Francesco Merlini, Paolo Gonzato, Alessandro Gori, Stefano Mandracchia/Giulia Azzini, Giovanni Oberti, Marta Pierobon, Rio Grande, Andrea Sala, Luca Scarlini, Stefano Serusi, Annalisa Sonzogni, Luca Trevisani, Patrick Tuttofuoco, Simone Zaccagnini.

Francesco Merlini-FARANG, 2014 Digital print. Photo Annalisa Sonzogni
Andrea Branzi collez. “Pergamo”, 2013 Plexiglass Courtesy Galleria Isabella Bortolozzi, Berlino (Ed. Metta). Photo Canio Salandra
Paolo Gonzato-THE JELLY BELLY BEAN, 2014, Threedimensional collage Courtesy APALAZZO GALLERY. Photo Annalisa Sonzogni
Simone Zaccagnini-Riviera Sunset Boulevard (T_R) 2017 FuBu tank top, MS polymer stable paste, ball bag, trekking ropes. Photo Canio Salandra
Rio Grande-Turbo Gatto, 2017 Ceramic, steel. Photo Canio Salandra
Giovanni De Francesco-Puer aeternus, 2017 Plaster, resin, plexiglass, rope. Photo by Canio Salandra
Fino al 15 ottobre 2017, venerdì e sabato dalle ore 24 alle 2, domenica dalle ore 23 alle 2.
Buona serata.
text, VD Team

Umberto Chiodi è libero

Umberto Chiodi-Generatore di vuoto-2017.jpg

Ibridazione, decostruzione, disseminazione. La libertà artistica di Umberto Chiodi viene messa sotto osservazione. Tra le mani collage materici diventano disegni impressionisti. Per lui solo serie seriali esplicite di deformazioni. Sembrano vecchie tele, quotidiane digitalizzazioni, future visioni. Le opere su pareti diventano punti mobili da fissare. Le realizzazioni concepite tra il 2016/2017 vengono inserite nella mostra in corso IMPROMPTU, fino al 7 novembre alla Galleria Studio d’arte Cannaviello a Milano. Di formati diversi, sono presenti circa trenta disegni, una installazione a parete, composta da trenta piccoli assemblaggi della serie “Generatori di vuoto”, e un libro d’artista della serie “Cavità”. A noi spettatori in regalo una visione mostruosa delle forme e leggerezza ironica paradossale.

Umberto Chiodi assemblaggi parete
Assemblaggi della serie “Generatori di vuoto”,  2017

 

Gli assemblaggi (dimensioni variabili, circa 35×30 cm) sono  composti da materiali plastici, ferro, vetro ed elementi organici. compenetrare/innestare  frammenti di oggetti di uso comune (cucchiai di plastica, lacci per scarpe, fermagli, ciglia finte, cannucce, frammenti di occhiali, cartoline viaggiate, bigiotteria, galleggianti da pesca, aghi, auricolari, jack, cavi elettrici a mo’ di raccordo…) con perle, piume, denti animali e legno, creando una serie di ipotetici e paradossali strumenti che rimandano ad accessori di consumo o a feticci tribali antropomorfi. Senza l’uso di colla, ogni oggetto è infilato nell’altro come parte di un giocattolo componibile. I regni e le categorie sono fuse attraverso incastri non privi di una certa malizia sensuale. L’estetica diventa influente e continuativa.

http://www.cannaviello.net

http://www.instagram.com/umberto.chiodi

Editor, Albert Ferrari

 

Occupare non è un reato

Lottozero Occupy.jpgIl 1 ottobre 2017, l’Italia fu occupata da fondamentalisti-artisti arrivati dalla Francia. Fino all’11 novembre di quell’anno Robin Darius Dolatyari e Chloé Rozycka Sapelkine gestirono in piena autonomia la sede di Lottozero, in via Arno 10 a Prato. Furono 6 settimane di intensa produzione, 24 su 24. Una lotta all’ultima performance creativa. La storia è già scritta: Occupy Lottozero, tutta da vedere. www.lottozero.org

text, VD Team

Banksy e Basquiat, oggi sposi

BANKSY+BASQUIAT

Omaggiare e promuovere. Nomi che si associano, sopportano e supportano. Banksy  e Basquiat uniti. Coppia artistica di fatto, il primo percepisce oggi la “fama” del compianto. Londra mostra in mostra due nuove opere, durante la retrospettiva che sarà dedicata a breve a Jean-Michel Basquiat, 21 Sep 2017-Banksy dice la sua. Si accavalla, occupa spazi altrui e mette a tacere inserendosi in modo gratuito per tutti. Fuori dal Barbican Art Gallery: Boy and Dog in a Johnnypump (remix non autorizzato, 2017).

text, VD Team

 

Voglio una mamma come Nan Goldin

Se non conoscete Nan Goldin a priori, non vale andare su Google o cercare di capire la sua fotografia da uno scatto. Ogni sforzo sarà inutile. Se organizzate una bella gita con la famiglia, sarebbe salutare mostrare ai vostri figli le sue opere. Svegliano il sonno, spezzano la monotonia e aiutano a migliorare il proprio ego. Un diario da spiare, visioni autobiografiche, racconti cristallini decisi e senza bisogno di troppe spiegazioni.. Trasgressioni tossiche tra amici che amano stare insieme pur sentendosi assolutamente soli. Un percorso lavorativo-vitale iniziato negli anni 80 e tutt’ oggi in fase di costruzione.

The Ballad of Sexual Dependency
La mostra è aperta dal 19 settembre al 26 novembre 2017 c/o La Triennale di Milano
Da martedì a domenica, ore 10.30 – 20.30
Editor, Daniel Davis

 

WALALA X PLAY

Londra sempre da scoprire… la visione artistica del momento è firmata da Camille Walala che ha utilizzato il suo stile iper-colorato per creare un labirinto all’ interno della Now Gallery, a sud-est. Un parco giochi, non solo per bambini, dove lo spettatore viene circondato da specchi, motivi geometri, strutture tribali alla “Memphis”. Un tempio a “zig-zag” dove perdersi questa volta può essere un piacere. Un’ esperienza fisica, impressione visiva massima, senza ricercare la via d’ uscita. Fino al 24 settembre 2017.

http://www.nowgallery.co.uk

http://www.camillewalala.com

Editor, Albert Ferrari