Selena Gomez fa schifo?

Quello che ha scritto qualche giorno fa sui social Stefano Gabbana poco importa, e poco interessa anche a Petra Collins che ha scelto ancora Selena Gomez, che chiaramente non (“fa schifo” Mr. Gabbana), questa volta per un mini-film. Dopo averla diretta nel video Fetish, rieccola in A Love Story pubblicato sulla nuova piattaforma di Instagram dedicata ai long video. Estetica horror per la Gomez che appare in totale desolazione, galleggiante in un mare di nostalgia. E’ la rappresentazione dell’universo giovanile contemporaneo dove le stelline diventano ubito galassie perdute, introvabili e se viste vengono perse di vista. Qualcuno può cantarmi un pezzo della Gomez? Inriconoscibile, senza parte nell’arte; forse fa schifo veramente.

text, V Team

 

La bella (Beyonce) e la bestia (Jay-Z)

Amore al tempo giusto. Al ritmo del business. Ma è così meraviglioso vedere Beyonce e Jay-Z che si amano e condividono tutto e tutti. L’immagine è forte. Il contrasto netto tra lei bella e lui un mostro passa in secondo piano. La musica di lei non viene più promossa in stile promozione. Quando ha voglia eccola qua, là nelle classifiche con il progetto out-now. La famiglia ci mette il nome, la mafia ci mette la firma… I Carters non sono invisibili. Tutto è chiaro, il mondo è dei negri. Everything is Love è un insieme fatto insieme. APES**T, il primo video condiviso, è artisticamente in stile reportage. Una sorta di viaggio al Louvre guidato e visibile senza file interminabili. Lei è Monna Lisa, lui sempre lui anche sotto maschere comiche grottesche. L’amore porta coreografie altalenanti e tra i corridoi, quelli più famosi e riconoscibili, puoi trovare qualcosa di inaspettato. Come si chiamerà poi, sarà comuque incapibile questo volersi accanto. Voto 10 per tutto. Podio assicurato.

Editor, V Team+M.P.

Lo show di Prada non vale un cazzo

La signora della moda prova a semplificare il tutto. Vuole poche cose, mette meno, ma lo fa in grande. I colori sono usatissimi e accesi. Lampi e saette nella testa di Miuccia. Vuole fare la minimal… vuole che gli uomini si vestano con poco ma non da poco. Poco per pochi. Semplicità alla portata, ma non di tutti. Un grande show. Quelli di Prada rimangono tra i più attesi a Milano. Gli sfigati vanno alle sfilate ss 2019 uomo, i fighi se la guardano su Instagram in ogni luogo, in ogni dove. Per l’estate prossima? Tutto quello che puoi vedere ora. Tutto quello che non vale un cazzo. Il troppo che vorresti e che non avrai. Costa molto, è da ricchione, non valorizza. Esteticamente alla fine alla Prada.

Editor, M.P.

Johnny Deep si finge malato di cancro

Era randagio, dal “profumo” di cane bagnato, ma piaceva. Era darkeggiante con grosse lame al posto delle mani, ma commuoveva. Oggi è magro da far schifo, ma tutte e tutti lo vogliono ancora. Il suo problemino con l’acol non ha fermato il pirata dei poveri; Johnny Deep recita di nuovo e lo fa trasformando il suo corpo in uno scheletro. Poca carne al fuoco, tante ossa che fanno rumore, e si spera non per nulla. Una foto che lo ritrae oggi magrissimo uccide i fan dell’attore. Tutto è normale, tutto come da copione, anche lui lavora e i chili persi sono per pagarsi l’affitto e i debiti lasciati in stanby. Da bravo attore/lavoratore ha appena finito di girare “Richard says Goodbye”, film dove interpreta un professore che decide di cambiare radicalmente la sua vita quando scopre di avere un cancro. La chemio fa moda.

text, V Team

 

Harry Styles spenna polli per Gucci

Il ragazzo del momento, oggi per ogni istante. Istantanee contemporanee by Glen Luchford, il solito, per Gucci. Alessandro Michele crea con la musica e la usa non solo come sottofondo. Per la spinta evolutiva della linea sartoriale ha chiamato l’ex One e tanti finti/simpatici animaletti… per una direzione che punta a spunti anni ’60. Un trionfo d’amore. Harry Styles è figo. Un preludio duraturo. Nonno Elton approva, il rock scorre ancora nelle sue vene, e come non voler bene ai tanti nipotini “adeptini” colorati con lo sguardo volto allo s-cazzo. Il nuovo giovane volto appare casualmente sui social per testimoniare l’inizio del banchetto fotografato con un pollo non spennato in braccio, risvolti di risvolti ed accessori annessi. Senza aggiunta di grassi, il piatto sarà digeribile a tutti.

text, V Team

 

 

Anna Wintour non vuole Azealia Banks in copertina su Vogue America

La frangia di Anna Wintour sta benissimo al “taglio” plastificato della rap meno artificiale di sempre. Azealia Banks, prende bene per il culo e il suo culo si fa prendere bene; le negre ce l’hanno più dilatata la gola. La sua nuova canzone urla e si chiama appunto “Anna Wintour”, pop-house anni ’90, dance-voce-basso… il “tunztunz” è garantito. Poco, minimamente tamarra, il giusto per farsi riconoscere. Niente copertina su Vogue America, su di lei è sceso il veto.

text, V Team

La statua di Andy Warhol piange sangue

La fine. Chiuso per sempre. Stop per “Interview”, la rivista fondata da Andy Warhol nel 1969. Puro pop pubblicato. Creato insieme a John Wilcock, è stato un manifesto libero, senza regole, coloratissimo. Gli esemplari di oggi hanno solo da imparare e in silenzio se è possibile. Due anni dopo la morte di Warhol, Peter Brant, un qualunquista-collezionista d’arte miliardario, comprò tutto l’Interview, ma fu l’inizio della difficile conferma e conseguenza perdita di rilevanza e credibilità. Le celebrità erano tali o diventavano famose dopo essere state messe in copertina, i personaggi e i servizi fotografici parlavano e sapevano dire qualcosa. Nonostante i ritocchi la realtà non veniva mai surclassata. Dopo di lui nessuno mai. Tutto era e forse rimarrà.

text, V Team

Lil Miquel prende a pugni Chiara Ferragni

Influenzare per essere considerata una “influencer”, la Ferragni non è nessuno confronto a Miquela Sousa conosciuta come Lil Miquel. La differenza c’è e non si tratta di follower, (12,9mil per la bionda), ma di perfezione nella perfezione. Chiara oggi ha un brufolo sul naso, Lil no… mai, la prima è bella se perfetta, l’altra è 24/24 perfettissima. Lil Miquel influenza per come si veste, per i posti che frequenta, per gli amici che ha, per i cambi di look flash-repentini e mai fuori luogo. Le sue lentiggini sono segni stabili, né una in più né una in meno. Prada la vuole come testimonial, frequenta le comunità LGBTQ con onore/rispetto, i magazine se la contendono. Il solo lato negativo? Non esiste. I suoi creatori Trevor McFedries e Sara DecouLa ci stanno prendendo per il culo. Mi piace, la cosa mi piace. Mi piace perchè come me usa sempre gli stessi #, perchè si fa i selfie, dice la sua, ed è più viva di tanti altri. E Chiara Ferragni? Chi?

Editor, M.P.

Silvia Prada ha solo amici gay

La mostra online “Tom” di Silvia Prada per Tom of Finland Store è in vendita. I disegni soft-porno-gay si possono comprare e usare. Masturbarsi con l’arte. 15 opere originali, ritratti in situazioni hardcore da non nascondere. L’identità di Tom of Finland in liberi interpretativi collages. Uomini pronti, sessualmente disinibiti, dai rigonfiamenti XXL. Dimensioni non casuali, scene profonde, in un non-luogo dove tutto conta.

text, V Team

 

Matteo Garrone è un bugiardo cronico

Si esce dalla figa con l’unico scopo di essere felici. Concepiti per fare, disfare, imparare, sbagliare, dimenticare. Robot fatti di carne che inciampano e s’ingozzano come umani che non sanno cosa fare e si affidano a qualcuno che gli è stato imposto, qualcuno che lassù giudica e ammette. Commette il male il figlio che proibisce alla madre anziana di morire come ha sempre voluto, sbaglia il padre che pensa che il figlio sia sempre figlio e non riesce a vederlo come un amico, nonostante sia cresciuto. Sbaglia Madonna a farsi i selfie dove viene sempre troppo ritoccata e “gonfia”, non azzecca mai la parola giusta il presidente Donald Trump e neppure l’Africa è messa bene. In Mauritania, l’articolo 308 del Codice penale del 1984 dice che «ogni musulmano adulto che commetta atti indecenti o contro natura con un individuo dello stesso sesso, subirà la pena di morte attraverso pubblica lapidazione». Sbagliano i medici a dire che si sta meglio con una flebo che con una carezza, gli stilisti emergenti che indicano le proprie ispirazioni con riferimenti dal passato, chi ragiona come un laureato e ha paura poi di sperimentare sbaglierà sempre. Errore per i  maschi che si depilano e non sanno di sembrare al primo cenno di ricrescita dei polli spennati messi in vaschetta. Errore per le femmine, che essendo tali pensano che devono avere sempre qualcuno che le faccia sedere. Sbagliano i vegani a dire che l’erba ha un’anima perché i bambini che muoiono di fame si mangiano anche la loro merda. Matteo Garrone ora è a Cannes con Dogman, film al 100% italiano che ha riscosso un ottimo successo con tutta la critica internazionale. Il film tratto da una storia vera… non ha niente di vero. La pellicola si ispira al delitto del Canaro: l’omicidio del incensurato pugile dilettante Giancarlo Ricci, avvenuto nel 1988 a Roma per mano di Pietro De Negri, detto er canaro. Questo però è solo un film, la verità da sempre è soggettiva e noi siamo soggetti a sbagliare. Ma l’errore più grande lo commette chi giudica gli errori degli altri. Sbagliando…

Editor, M.P.