Ritrovata Robyn in stato confusionale

Ci si aspettava grandi cose da lei. Passi, ma veda di impegnarsi di più signorina… Robyn, è dal 2010 che non propone un nuovo album, ma con questo singolo Missing U, non ci sono i presupposti per un successo in classifica. Il nuovo singolo dalle sonorità synth-pop-spaziali è atterrato. I Röyksopp hanno lasciato il segno su di lei, Kleerup l’ha violentata e trasformata in un’icona gay da ricordare. Era il 2005 quando una nomination ai Grammy Awards per il suo primo album “Robyn” amplifica la voce sulle sue doti vocali. Per il 2018 tutto è pronto, tutto è cambiato. La vecchia bambina è tornata. La vecchia biondina ha pure realizzato un shortissimo film per anticipare il suo come back!!! Messaggio per i fans, autocelebrativissimo.

 

Editor, M.P.

Mia Mamma è Cher

E a metà del 2018 tornò lei… santa glitterata patrona delle frocie più frocie dell’universo. Colei che di anni non ne ha più, supremo robot dai mille volti che della sua Believe ha fatto da colonna sonora/inno ai gay-pride-folkloristici di tutto il mondo è tornata. Cher is back, (ancora), fili in sospensione, botox nelle vene, tutto è pronto. If I could turn back time, la donna che negli anni 80 con le calze a rete saliva sui cannoni pronti a sparare è nel cast di Mamma Mia 2. Con i suoi 53 anni di pop si è appropriata di Fernando e gli Abba ringraziano. Pronto un album dove omaggerà con covers, non all’ Hung Up di Madonna, il vasto ereditato repertorio del gruppo. Tanti strati di Photoshop e assenza totale di vocoder.

text/editor, V Team+M.P.

Martin Parr non tradirà mai Alessandro Michele

Dalle collaborazioni può nascere tutto o niente. Non è oro tutto quello che luccica. Non è che se ti affidi al n.1 puoi diventarlo anche tu. Si cambia registro se si parla però del super Martin Parr e del super super Alessandro Michele. Ecco allora una storia vera da immortalare, autostop per posti lontani, uccelli che se anche non saranno come quelli che hai trovato nelle mutande di sconosciuti, saranno sempre comunque affamati. Gucci mette gli accessori nei posti giusti, nel modo giusto, rispettando canoni inversi, versi mai soffocati. Il coraggio di apparire, senza dimenticare che come ci siamo messi un anello al dito, questo può scivolare quando meno te lo aspetti. Tutto comunque rimane fedelmente, infedelmente, aggrappato al buon “gusto”. Massimo rispetto per #timetoparr.

Editor, M.P.

 

Oakley e Vetements fanno schifo benissimo

Anni 90, tutto torna, torna anche male. Sono strafigamente orrendi e brutali gli strani oggetti del desiderio nella sfilata di Vetements. Vedi bene, si vedono bene. Oakley, occhiali che non possono starti che male, che talmente fanno cagare, che sono perfetti, oggi ritornano by Vetements. Maschere, per mascheroni, per gente che cala, contro ogni sensazione di imbarazzo e non solo fisico, con le borchie, metallici, dalle ditate assicurate. Se sei poi un guardone sono l’ideale per sporchi pensieri alla luce del sole. Demna Gvasalia ha fatto sua la versione in visione: SS19/Parigi Couture/Oakley. Collaborazione attiva, le passive ancora ferme e per sempre.

text, V Team

Abbiamo chiesto ad un pazzo che ci fa impazzire di parlarci del suo pazzo progetto THINGA THINGS

antonio barletta1

Alessandro fa pazzie. Alessandro di Giampietro è un pazzo e leggere le sue risposte ci fa impazzire. L’arte impazza e noi con lei.

Ha risposto a: come nasce il progetto/cosa hanno in comune gli artisti/i lavori di Thinga Things/come, dove e quando e perché/cosa cattura la tua attenzione/chi sei.

Thinga Things nasce come esigenza per “defecare” un anno di indagine.

L’apparenza, l’apparire, la superficie, le identità virtuali (quelle reali non mi vengono in mente, forse il Papa, ma anche no), realtà aumentate, forzate, finzione, costruzione e costruirsi. L’estetica di gomma gonfiata delle Kardashian, il botox. Il bello e il brutto, il buono e il cattivo, che poi sono la stessa cosa. Il suono, la melodia e il rumore, le caramelle al miele e quelle al peperoncino. I lavori gli ho scelti in quanto instabili, fragili, e leggeri, apparentemente. Ho deciso di portare il progetto a Lubiana in un’area pubblica, qui c’è una piazza con un’estetica opposta alla mia e questo mi piace un sacco, un territorio legato all’esplorazione dei new media, questo mi piace ancora di più.
Mi interessa dissestare, creare frizioni, spiazzarmi, portare il limite oltre la “safe zone”.
Mostrare ciò che mi affascina, ma che non capisco fino in fondo. La fotografia come le altre pratiche visive è un mezzo per comunicare. Io comunico? Non cerco risposte, accumulo domande.

Noi siamo pazzi di te.

THINGA THINGS – INTRODUCING CHAOS AND UNCERTAINTY – SPICA ( PUBLIC AREA) LJUBLJANA – JUNE 21ST / JULY 10 TH
on Display:
Fawn Krieger, Giovanni De Francesco, Marta Pierobon, Sabine Delafon/Marios, Radek Brousil, Laura Santamaria, David Casini, Antonio Barletta, Doepner/Lesvosek, Radharani Pernarcic, Alessandro Di Giampietro.

events: Gino Lucente, balans, Bostjan Lesvosek, Alte Lezbise Kunst.
text, V Team

 

John Galliano odia Martin Margiela

In piena estate vedere l’AW 2019 di Maison Margiela “Artisanal”, fa letteralmente soffocare dal caldo. Lo schifo di Galliano, non sfonda, affonda. I vecchi, a casa. Le nuove leve si facciano avanti. A lui la possibilità di rifarsi con qualche birretta, dopo una doccia, in qualche “pubbettino” di Parigi. Vorremmo un mondo migliore dove l’osare faccia rima con naturale, dove la distinzione venga fatta dai dettagli e non dalle sovrapposizioni affollate che rendono l’umano sempre più vicino ad un’opera qualunquista. Il particolare non fa più paura, crea sgomento e tutto sembra retrocedere. Martin dove sei? Se prima esistevi ora batti un colpo.

text, V Team

Scarlett Johannson è troppo bella per essere un trans

Presa di mira, additata, criticata. A morte la regina, alla ghigliottina Scarlett Johannson. I trans di tutto il mondo si sono uniti contro di lei. Violenza digitale eseguita, come d’abitudine, dalle minoranze che fanno del poco il tanto da mostrare. I trans, per esempio, ma non come esempio, non sono d’accordo sul nuovo ruolo e futuro personaggio della stra-figona nel film Rub and Tug. Il fim è basato sulla vera storia di un gangster donna che diventa uomo: Dante Tex Gill. Rupert Sanders è il regista, la comunità transessuale si è chiesta con voce rauca sopraffatta da acuti, dal pomo d’Adamo soffocato; “perché non uno/una di noi per la parte?”. Ma se la vita di una trans è già una commedia perché ripeterne l’operazione? Scarlett, We love you by la comunità “W la figa, quella vera”.

Editor. M.P.

Pierre Barbrel verrà crocifisso

Ho parlato in inglese con Pierre, un figo.

Who is Pierre? Pierre is a French 27 year old visual artist that uses photography as a medium with a background in literature, the fashion industry and education.

How you would describe your approach to art, religion and sex? I see artists as being very close to shamans. By that I mean that they bring us back to our primitive nature and give us access to hidden symbols with sublimation. They also make us see through things, see beyond reality, thus connecting us together and making us grow. I’m not religious but I’m fascinated by religions as myths – the use of wonderful tales to explain where we came from, where we are going, how to live together, all the while trying to make us less frightened by the meaninglessness and short amount of time that we are alive. Obviously, sex is the origin of life and is linked with our primitive instincts and passions. So, I guess I’m trying to figure out how to build a vision of the Human Condition: birth, growth, emotions, aspirations, conflicts, and mortality.

Digital trasformation, real portrait. Perfect collage? I used to do collages before taking photographs, but I wanted to fully own the artwork without using the work of others. In a way it was also a bit messy, hard to get into. If I’ve learned anything from when I was a fashion designer, it is how to go straight to the point and to get rid of anything that makes the vision or the meaning less clear. Clean the messy mind. I use digital alterations to create other spaces and dimensions as doors for the intangible Mind/Spirit to appear.

What do you appreciate in other creative fields and what inspires you? Everything! I’m really eclectic. So, I’m passionate about paintings from Bacon to Bouguereau, sculptures with Wildt, dance with Bausch, music by Richter… I think inspiration comes from anything, anywhere, and at any time.

In specific, is there anybody do inspires you? Absolutely, and many! My models are always my family members, my friends and my love stories. They are the first ones to inspire me by the way that they live and thrive, I am curious about their cultures, their education, their stories and the choices that they make.

What’s your relation to your body? I cherish my body. I think we live in a world that makes us feel shame about bodies and nudity. They are always being compared, judged, covered and abused. We really need to think and see bodies in a different way: I see them as temples, bridges between the realms of the Mind/Spirit and the material world, links between Humans. Beauty is everywhere, in anyone.

Which are the characteristics of your “art”, your trait? I have always been fascinated by religious art and its representation of transcendence. I try to recreate the experience of my confrontation with epiphany. The idea of a shining revelation coming out of the darkest night. My leitmotiv is the materialization of the soul through the body, as a form of incarnation.

Describe a perfect moment for you? Perfect moment… My first solo exhibition was about Kaïros. Kaïros is an ancient Greek word meaning the right, critical, or opportune moment. It’s a moment of inflection. In Greek mythology the god Kaïros is represented by a young man with a long ponytail. When he crosses your path there are three possibilities :

  1. You don’t see him;
  2. You see him but you decide not to do anything;
  3. You see him and you catch his hair, you catch the opportunity.

So for me the perfect moments are the rare moments of inflection. When your path is about to take a turn and that you are living in the here and now, and that you are aware enough to make it happen.

Project? Many! Lately I’m working on what I just talked about bodies. I will have this exhbition next year in Lisbon intitled Autodafé, meaning « Act Of Faith » in portuguese. It’s kind of punishment by fire from Inquisition to condem heretics and apostates. It’s going to be a reflection of the thresholds of Nudity/Intimacy/Sexuality and Judgment/Censorship/Punishment and their links. This project came to me after having been censored by Facebook for nude pictures of my latest project: Farewell Mother. I think the system is really intrusive and hypocrite, social networks and data are changing the notion of our intimacy step by step and it was important for me to start working on this topic.

www.pierrebarbrel.com

Editor, Albert Ferrari

@whos____who copia @dietprada

Copione a chi? Nessuno copia. La copia è una coppia che va d’accordo e liberamente cerca il terzo, o pure il quarto. Un’orgia di contemporaneità. whos____who è il profilo su Instagram per copie che non scoppiano. Tutto ricorda, plagio o non plagio, c’è posto anche per chi prende ispirazioni da…

Quelli di dietprada dopo la moda hanno pensato all’arte. Sono loro quelli bravi a fare le cose. Sono quelli che hanno fatto e fanno. Sono bravissimi. C’hanno fantasia e creatività da vendere. Tutto vero. Il falso che contamina e diventa il vero reale certo. Il concetto è lo stesso, due “cose” una affianco all’altra. Pochi #. A noi scoprire e giudicare, educatamente please. Vietato imitare i commenti.

Editor, Albert Ferrari