Manifesto della disuguaglianza

Comer in brasiliano vuol dire mangiare, oppure viene tradotto come scopare. Infatti si sa, li il sesso è vissuto, non cercato o elemosinato, obbligato e raccontato. Di solito chi lo chiede, lo pretendo, lo vuole, lo fa solo per insicurezza e desiderio di essere confermato/a, sperando in una prossima volta, peggio per sempre. Io e te non c’entriamo un cazzo. Tu sei li, io qui. Ho camminato su tanti mari, te è tanto se hai saltato qualche fiumiciattolo di campagna. Fai di tutto per farti tua la tua città, la tua musica, la tua aria e ancora la tua “me stessa”. Io fatico a non muovermi, rimango disarmato di fronte alla ricerca disperata che fai per una taglia, che tanto come sempre sarà finita. La cosa vera è che non siamo uguali. Nessuno deve esserlo. Nessuno deve dire siamo tutti uguagli. Io non credo nell’uguaglianza, che siamo tutti fratelli, anche perchè io con i miei fratelli non scopo. Non ci amiamo perchè siamo uguali, non ridiamo insieme perchè praticamente siamo uguali. Io con le persone uguali a me non ci spendo una parola, mi viene la cagarella, la fifa di vedermi e rivedermi. Io sto bene nelle disuguaglianze, quando sei sotto di me, io ti cavalco, ti sfondo, sfondo te, diverso me. Sarò sempre diverso, mai uguale, mai lo stesso. Ti piglierò per il culo fino a quando morirò, e ancora sarò vivo. I preti non sono uguali a me, palpano i bambini, mettono le dita nella figa di vostra figlia. Lei se è uguale a voi non ve lo dirà. I camionisti non sono uguali a me bevono, ma si mettono alla guida, i professori non sono uguali a me insegnano, ma non dimostrano, i dottori non sono uguali a me, curano ma non hanno la cura, mio padre non è uguale a me, la mia vicina di casa non è uguale a me. Te non sei uguale a me. Il tuo cazzo non è uguale al mio. L’epidemia della moda transgender mette in crisi le cliniche specializzate che denunciano forzature inaccettabili da parte di genitori. Gruppi folkloristici umanizzati dal buono e giusto pensiero dicono che noi tutti dobbiamo essere uguali e mai diversi dagli altri. La Tavistock Gender Identity Development Clinic a nord di Londra ha rilasciato un rapporto interno: transizioni accelerate, urge la riassegnazione di genere. Non siamo tutti uguali. In generale e anche alla luce del giorno.

Editor, M.P.