Voglio fare chiropratica con Ryan Taylor

Si scendono scale quante più se ne salgono, non è positiva l’ascesa. Se non scali non arriverai. Ti affossi tra la pelle delle palle che di notte si strappano dal corpo per fare viaggi interminabili. Al mattino siamo noi, ancora una volta meccanici, ritmati, fai questo, prendi quello, ciao-ciao, a dopo. Il dopo ripetitivo, marciume nel fondo del vaso. Hai dato troppa acqua, la tua pianta morirà lentamente. Tutti ti diranno che hai il pollice verde, tutti non sanno che hai radici aeree. Tu e la tua apparenza che pensi faccia la differenza. Pensi di incastrare tutti nel tutto quello che hai. Poi ritorni, riapri, riprendi, sorridi, scappi in bagno, controlli l’online che ti sta stretto. Lo vuoi largo, pensiero sconfinato, mare calmo, mari aperti. Eccoci tutti qui, questo è per te, poco per me, quel che rimane sarà per i bisognosi. Mani giunte, bene stiamo in pace. Da solo, rieccomi finalmente da solo, il silenzio è arrivato, sento poco, ora, tanto per adesso. Sempre a dire che mi hanno detto di dire così. Sempre a dire di fare. Io non dico e non faccio da sempre. Chiamo Ryan Taylor per tutto, per tutti. Tutta salute.

text, VTeam