Amy Winehouse era una merda umana

C’era una volta una ragazza grassottella con l’aria sana, formosa al punto giusto, generosa nei modi, delicata nel sorridere. Viveva nella Londra quella vera, dove i ragazzi fanno tardi, ma riescono ad andare a scuola tutti i giorni, sorridono e anche se piove ogni giorno sanno che prima o poi arriva qualche raggio di sole, dove in uno dei tantissimi parchi stanno ad aspettare il momento che uno scoiattolo passi a strusciare la coda e a chiedere una nocciolina. Questa bella moracciona aveva una voce che ricordava le voci del passato, quelle da ricordare. Tra un turno in un negozio di vestiti usati e qualche servizio al tavolo prendeva lezioni di canto, perfezionava tutto quello che c’era da sentire e curava alla perfezione tutto quello che c’era da vedere. La ragazza diventava conosciuta, e sempre più sconosciuta. Il primo disco inciso fu il primo bello, il primo unico, il primo da sana. La mente cresceva, si deformava, i capelli venivano sostituiti da enormi sculture, una parrucca divenne più importante di una voce. Il suono dei suoi passi si stabilì su note sibilline, quasi sforzate. I chili persi erano tanti come le macchie che ricoprivano la sua pelle. I denti cadevano, la puzza di marcio era nella saliva e… saliva. Dischi venduti sempre di più, buchi nelle braccia sempre più. I giochi con la cannuccia della Coca del Mc divennero giochi da naso e i filmati dove leccava topolini divennero il suo marchio di fabbrica. Tutto stava per finire. Schiattata, morta, finita. Sinceramente penso che non fosse neppure a ripensarci troppo brava, poco intelligente, un cesso intasato di merda, una fogna al sapore di chimico. Oggi possiamo rivederla purtroppo in ‘Before Frank’ di Charles Moriarty. Questo è solo un libro di fotografie mai pubblicate dove viene fatta vedere Amy Winehouse prima e non dopo il suo primo disco Frank, il dopo è uguale al dopo di tutti gli altri.

 

Editor, Albert Ferrari + M.P.