Abbiamo chiesto ad un pazzo che ci fa impazzire di parlarci del suo pazzo progetto THINGA THINGS

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Alessandro fa pazzie. Alessandro di Giampietro è un pazzo e leggere le sue risposte ci fa impazzire. L’arte impazza e noi con lei.

Ha risposto a: come nasce il progetto/cosa hanno in comune gli artisti/i lavori di Thinga Things/come, dove e quando e perché/cosa cattura la tua attenzione/chi sei.

Thinga Things nasce come esigenza per “defecare” un anno di indagine.

L’apparenza, l’apparire, la superficie, le identità virtuali (quelle reali non mi vengono in mente, forse il Papa, ma anche no), realtà aumentate, forzate, finzione, costruzione e costruirsi. L’estetica di gomma gonfiata delle Kardashian, il botox. Il bello e il brutto, il buono e il cattivo, che poi sono la stessa cosa. Il suono, la melodia e il rumore, le caramelle al miele e quelle al peperoncino. I lavori gli ho scelti in quanto instabili, fragili, e leggeri, apparentemente. Ho deciso di portare il progetto a Lubiana in un’area pubblica, qui c’è una piazza con un’estetica opposta alla mia e questo mi piace un sacco, un territorio legato all’esplorazione dei new media, questo mi piace ancora di più.
Mi interessa dissestare, creare frizioni, spiazzarmi, portare il limite oltre la “safe zone”.
Mostrare ciò che mi affascina, ma che non capisco fino in fondo. La fotografia come le altre pratiche visive è un mezzo per comunicare. Io comunico? Non cerco risposte, accumulo domande.

Noi siamo pazzi di te.

THINGA THINGS – INTRODUCING CHAOS AND UNCERTAINTY – SPICA ( PUBLIC AREA) LJUBLJANA – JUNE 21ST / JULY 10 TH
on Display:
Fawn Krieger, Giovanni De Francesco, Marta Pierobon, Sabine Delafon/Marios, Radek Brousil, Laura Santamaria, David Casini, Antonio Barletta, Doepner/Lesvosek, Radharani Pernarcic, Alessandro Di Giampietro.

events: Gino Lucente, balans, Bostjan Lesvosek, Alte Lezbise Kunst.
text, V Team