Facciamo chemsex?

Il sesso chimico, che chimica. Ho provato tutto, se dico tutto intendo tutto. Mi sono calato l’impossibile possibile da recuperare facilmente ad ogni ora del giorno. Senza mezzi termini, senza mezzi cazzi. Tanti ovunque. I soliti posti, la solita gente, brutta o bella che sia stata, sempre quella. Il sesso fatto con la vera voglia, se anche ogni tanto o per sempre, non si pratica più. Uno sport fatto di medaglie da social. GRINDR ti dice dove si trova il pisello più vicino, Planet Romeo ti fa scoprire che c’è un tipo a 10 metri da te… ma quello è il tuo fidanzato. Ma fidatevi fare sesso può ricominciare a funzionare, la libertà si attiva e si scopre che le distanze non sono fatte per essere percorse. Chi passa sotto casa è colui che fa fuori giga a manetta per eccitarsi anche solo facendosi spedire delle micro fotine soft-hard-porno? Poverino, che sfigato. Cerchiamo, cerchi o cerco. Ma cosa cazzo cerchi! Rimettersi in carreggiata e subito. Il tempo è di tutti, può essere ripreso, preso. Preso mentre spii il pacco del tipo seduto difronte a te, beccato mentre speravi di non essere beccato, sorpreso perché alla fine siamo una sorpresa. Con il termine chemsex ci si riferisce alla combinazione di sesso e droghe, spesso sintetiche, usate come mezzo per far cadere le inibizioni e accrescere la libidine, in un contesto il più delle volte di gruppo, di S/M e prolungato. Con il termine sex ci si riferisce alla combinazione di selezione tra persone coscienti, che usano precauzioni fisiche e mentali, usando il “sex” in maniera reale e pulita. Rivedere Chemsex, film di William Fairman e Max Gogarty è bello. Un documentario della durata di 83 min. La media di un rapporto sessuale, quello vero. Tutto il resto dura pochissimo. Finito.

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