Marina Abramović è una mostra

La nonna delle performance artistiche più famosa al mondo si mette in mostra. Firenze ospita dal 21 settembre 2018 fino al 20 gennaio 2019, a Palazzo Strozzi, più di 100 opere che hanno saputo urlare, parlare, sussurrare, guardare il mondo introspettivo di Marina Abramović. Paladina della perfetta performance, verrà celebrata in tutte le sue fasi sperimentali di crescita a tratti oscura o lampante. Far parlare di sé, l’arte che parla di lei, prevista la replica live di alcune delle sue più celebri “pazzie”.

Rhythm 0, performance del 1974 tenutasi a Napoli, dove stava al centro di una stanza in piedi e di fianco c’erano forbici, fiori, coltelli, corde, piume e perfino una pistola. Tutto a portata di mano per usare gli attrezzi a piacimento sul suo corpo. Come non ricordare il matto che gli mise la pistola in mano invitandola a premere il grilletto? Tutto andò liscio… è ancora viva. Un finale aspettato.

Balkan Baroque, del 1997 a Venezia la vedeva seduta su una montagna di ossa di animali che sgocciolavano ancora sangue, piene di vermi e insetti affamati. Tre giorni passati a pulire le ossa con amore, come una madre coi propri figli, cantando ninne nanne-litanie. Fu premiata con il Leone d’Oro.

L’ultima, ma la più ricordabile ora, The artist is present, al Moma di New York nel 2010. Seduta su di una sedia, di fronte c’era un tavolino e una sedia vuota dove l’ospite poteva accomodarsi a turno, guardandola, fissandola. Durò tre mesi, resistette senza cenno di emozione agli sguardi di circa 750 spettatori. Colpo di scena fu quando Uwe Laysiepen, l’uomo che con lei aveva condiviso tutto, arte, odio-amore, si sedette inaspettatamente e lo guardò negli occhi e stringendogli le mani pianse. Un grazie, un ricordo, una pezzo di vita. Il tutto e poi di nuovo il niente, perché forse chi troppo mostra, poco dice.

Faremo la lunga fila, ne varrà la pena, l’amore sotto ogni tipo di forma è obbligatoriamente da vivere. Senza commentare per forza, senza dimenticare che anche se per poco, il momento è nostro e personale. Artistico o reale, vero.

Editor, M.P.