Quelli di THEFRaGILE ascoltano “SIR” dei Fischerspooner

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La estenuante attesa che decreta l’uscita di SIR, quarto disco in studio del duo iconico electroclash dei Fischerspooner, è finalmente finita!

La band di Casey Spooner e Warren Fischer, torna 9 anni dopo l’ultimo disco, con il suo lavoro più sfacciato e in un certo senso politico, all’alba di un’America definita da loro stessi macista, conservatrice e omofoba.

Alla produzione c’è Mr. Michael Stipe, nonché primo fidanzato di Casey nel lontano 1988, che si cimenta col suo progetto di maggiore spessore dallo scioglimento coi R.E.M. nel 2011, ma anche il suo collaboratore Andy LeMaster, il producer Boots, già in studio con Beyoncé, e Polachek.

Il risultato è un’orgia di synth stratificati e sensuali, musica electro-house con contaminazioni pop e testi erotici, queer, che guardano alla cultura gay nel senso più maschile del termine.

Dopo anni di costumi stravaganti e trucchi drammatici, i Fischerspooner tornano con un’estetica anni ’80, gay, che vede un Casey Spooner esibire sfrontatamente un fisico scolpito accessoriato di baffi e capelli lunghi in stile attore porno vecchia scuola.

Il disco si apre con un’ipnotica e oscura “Stranger Strange”. Casey non usa mezzi termini e chiarisce subito la direzione che seguirà l’intero disco. “Yes, sir! Can I call you sir? You make me feel so good” e ancora “You know what I want”, sono alcune delle frasi ispirate a un concept che guarda all’era digitale e dei social media nella sua accezione più hot.

“TopBrazil” è un singolo orecchiabile e provocante, accompagnato da un video incredibilmente omoerotico ambientato in un sex club. Per Casey il video celebra un’estetica pop tipicamente riservata all’archetipo femminile, ma declinata al maschile, per liberarlo, invitandolo ad essere sessuale, espressivo e senza paura.

“Togetherness” è una delle tracce più coraggiose, eleganti e sperimentali del disco con un featuring di Carolina Polachek della band synthpop Chairlift. Un piccolo gioiello accompagnato da due differenti versioni dello stesso video. La prima, più soft, è di Warren Fischer e concentra la sua attenzione sulla Polachek, mentre la seconda, decisamente più esplicita è di Casey Spooner e vede la partecipazione dell’attore e compagno di letto Juan Pablo Rahal, nonché la partecipazione della super-cool Juliana Huxtable.

“Everything Is Just Alright” era già stata presentata in anteprima da Nicola Fomichetti che l’aveva utilizzata come soundtrack per la sua videocampaign della collezione NICOPANDA SS16, in una prima versione più simile ai lavori precedenti. In Sir il nuovo mix invece la riveste di un tappeto sonoro in totale linea con il resto del disco. E’ una traccia dall’anima punk già dal suo incipit: “I smell the smoke, I smell the piss, I smell the anger”. Casey canta sopra un synth ripetitivo che apre la strada ad una dance hit in pieno stile Fischerspooner.

La successiva “Have Fun Tonight”, usata come primo estratto del disco, è l’ennesimo elettro-pop tipico del duo. Il videoclip è un omaggio ai gay-club-vintage 80 con tanto di uomini baffuti e muscolosi in canotta e denim attillati che si aggirano in quello che ha tutta l’aria di essere un cruise, tra un tiro di popper, una palpata e due salti in pista.

“Discreet” è un tributo a Grindr, in cui Casey elenca una serie di frasi e parole che si rifanno ad una classica chattata hot e stop.

Il disco prosegue fluido con le successive “Strut”, “Get It On”, “I Need Love”, fino ad arrivare ad una delle tracce più riuscite del disco, “Butterscotch Goddam”, cantata assieme a Johnny Magee che in un lento e sintetico crescendo si libera fino ad esplodere nel finale.

E ancora, “Dark Pink” e “Try Again” (feat. Andy LeMaster) si susseguono e precedono la traccia di chiusura del disco, la parlata e allucinata “Oh Rio” (feat. Holly Miranda), sporca, sexy e strisciante. Casey qui ripete “I’m paralyzed in my desire”, che descrive attraverso la canzone il suo risveglio sessuale adolescenziale, sfogliando le foto di Bruce Weber nella parte posteriore di una libreria.

Sir è un disco coraggioso, senza mezzi termini, libero da ogni taboo, sensuale, lussurioso, a volte quasi al limite del porno, ma per questo sincero, scomodo, effimero e oscuro, come l’era social digitale che stiamo vivendo, fluida e contraddittoria, fatta di terrore e discriminazione, amore e sesso, perdizione e salvezza.

text and photo, THEFRaGILE

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