Greta Gerwing ascolta musica indie

ADVERTISEMENT

Nel nuovo periodo femminista non poteva che essere apprezzato il debutto alla regia di Greta Gerwig e soprattutto le 5 candidature agli Oscar del suo Lady Bird. Generalizzato subito come “indie” dai saggi appassionati, per chi lo vede in pieno relax senza ansie definitorie vedrà emergere umorismo misto pathos in un legame tra una madre e una figlia adolescente. Trama turbolenta come il personaggio di Christine “Lady Bird” McPherson, profondamente supponente, selvaggia e determinata. La personalità della giovane interpretata da Saoirse Ronan, si riflette in quella della madre, l’attrice Laurie Metcalf, infermiera instancabile che con fatica mantiene l’intera famiglia dopo che il padre, Tracy Letts, perde il lavoro. Siamo nel 2002 a Sacramento, California, nel periodo dove il cambiamento economico americano trasforma usi/tradizioni/relazioni, sono la casa, la famiglia e i legami di sangue che rimangono ineguagliabili diventando saldi e salvi. Zero retorica, niente smancerie. Gli stereotipi vengono di conseguenza ribaltati e resi inevitabilmente veri.

Editor, M.P.

ADVERTISEMENT