Ho intervistato George Kanis in un cruising

George Kanis è molto bello e fa quello che vuole. Nato e cresciuto “molto bene” a Chios, Grecia, è prima di tutto un uomo istintivo, non si adatta e segue dritto la propria logica delle cose. Le sue foto seguono l’arte della moda, la moda del sesso, il sesso visto. “La realtà va seguita e non adattata, l’estetica che vedo è quella che non cambia, che decido, che immortalo”… mi dice. Lo guardo e alla domanda che cosa apprezza e cosa gli ispira, mi risponde… “a quello che credo, posso vedere un oggetto di uso quotidiano, un oggetto con un uso specifico e trasformarlo in un oggetto di desiderio. Dipingere forse è la fase creativa dove posso dire di più. Di seguito, fare film o fare fotografia, sono fasi che rispetto, che mi servono per attraversare le miei ispirazioni e viverle completamente. Posso vedere un film o ascoltare una canzone e subito sono pronto a lavorare su un nuovo progetto o riprenderne uno esistente. La mia visione è direttamente, sfrontatamente, rappresentata da una ricerca classica accademica in contrapposizione alla mia visione sessuale, a tratti pornografica, ma sempre mia.

Guardando i tuoi  lavori ritrovo Nan Golding, Adreas Fux, Bruce la Bruce, Marc Martin, Cezanne e Luka Fisher… “Vedi bene. Mettono in luce chiaramente come sono. Ho osservato loro e i loro lavori. Io credo sempre che l’arte è storia e sono tanti secoli che gli esseri umani creano arte. Ma il passato appartiene a chi lo ha vissuto. Oggi io appartengo a quello che vivo. Ora, in un futuro ideale, devo esserci e vivere. Non capisco, se l’arte non ha limiti ,perchè l’uomo ha sempre voluto e vuole etichettare, analizzare tutto, bloccando ogni uscita come se non ci fosse il coraggio dei propri gusti. Paura di essere censurati? Chi ha il coraggio di liberarsi dalla follia dei social media, non produrrà mai immagini falsate, promosse e ingannevoli”.

Vedo tanta “carne” intorno e nelle tue immagini, mi viene voglia di esserci e di vivere la scena. Come se il mio corpo volesse essere li. Che relazione hai con il tuo corpo? “Ho la pancia, ma non posso dire di essere grasso, sono abbastanza in forma, ma non per sentirmi considerato come muscoloso. La massa mette il peso sulla bilancia in modo malato. Io ho un corpo “normale”. Amo il mio corpo e lo trovo sexy, quindi nella mia realtà, io e il mio corpo abbiamo un rapporto sano. E lo metto a disposizione come traino tra fantasia e realtà”.

Considerando le tue foto seguo un tratto, sicuramente, anche se involontariamente, c’è. “Vero. Rappresento ciò che mi eccita. Il finale può risultare brutto e sporco, io la chiamo intensità grezza. Istinto originario, primitivo, primordiale. Ho trovato la vera bellezza in quei dettagli che la maggior parte cercano di coprire, l’essere onesto mi affascina e rende ancor più delineato quello che faccio. La mia perfezione appartiene al mondo del non-perfetto, (del mentre-del durante). I più grandi errori sono nella fase della creazione finale”.

Tu sei perfetto? “Lo sono quando mi guardo”.

Grazie per la serata, vado in cassa a pagare, ciao George.

 

All images, George Kanis

Artwork, V Team

Editor, M.P.