Gli stylists di oggi non conoscono Isabella Blow

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Isabella Blow’s funeral, Gloucester Cathedral on May 15 2007 in Gloucester, England

Non basta addormentarsi guardando il proprio guardaroba felici e beati, pensare a pensare di far ricerca per il prossimo servizio fotografico se non sai neppure chi è Isabella Blow. Lo stylist di oggi fa corsi improbabili, compra tantissime riviste e piange dai nervi se non ha un ticket per le sfilate. “Poraccio”! Fashion editor è talent scout, musa per stilisti, un nome prima di un corpo. Nessuno è come la Blow. La definirono “la cappellaia matta” per la passione per i cappelli, vere opere, sculture, architetture, stravaganti. Aveva tutto in testa e la sua testa ragionava esteticamente benissimo. Tratti dark, segni fiabeschi (preludio di un destino tragico). Philip Treacy e Alexander McQueen, Sophie Dahl e Stella Tennant, “cose tutte sue”. “Se sei bella, non hai bisogno di vestiti. Se sei brutta, come me, sei come una casa senza fondamenta; hai bisogno di qualcosa per costruirti”, diceva, mettava in pratica e consigliava. Nel 2007 arriva la sua miglior performance: il suicidio, preso in prestito dalla sua scoperta-amico McQueen. Mette in pausa il clamore, poi il silenzio. Tutto inizia. Una storia da ascoltare per addormentarsi senza paura del buio.

Editor, Carola Bianchi

 

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