Le donne pelose come Frida Kahlo fanno schifo

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Si può essere considerati sotto una nuova luce o meglio essere visti con occhi diversi? Per le icone il tentativo a volte è fallimentare. Ci sono le icone, e per icone considero solo quelle che sessualmente hanno tracciato e delineato anche velatamente una sorta di libertà di espressione, che vengono considerate per quel qualcosa che rimane indelebile, dall’aspetto fisico al lavoro umano fatto. Tra le tante c’è ne una che non ho mai considerato tale, ma che capisco essere spudoratamente un’icona gay e quindi ingigantita e sopravvalutata. Posso pensare che la vita tormentata possa piacere sempre di più, che le eroine sono bruttine e hanno sempre qualcosa da dire, ma continuo a non capire il tanto clamore intorno a questa pelosetta. Non bella, vestita da stracciona, fermagli e orpelli nei capelli, gli occhi lucidi e piatti. Si sa di lei cose che non mi portano a nessun tipo di fantasia. Chiara, spiattellata, popolare. Frida Kahlo enfatizzata viene ancora esibita. Femministe, lesbiche, gay, trasgender e altri ancora sono sempre alla ricerca di figure di riferimento che incarnano le battaglie per il diritto di essere orgogliosamente sé stessi. Ma se fossimo solo noi delle vere icone? Sana autostima. Per quelli timidi, tremolanti, intimoriti da ieri a Milano al MUDEC la “mostra si esibisce”, fino al 3 giugno 2018.

Editor, M.P.

 

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