Parlare d’arte con Federica Tattoli è un’emozione intensa

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Puoi incontrarla casualmente, ovunque e comunque, in un bar affollato, in silenzio davanti ad uno specchio o mentre ti osserva e non lo sai. Basta un solo sguardo e ti fa capire se quello che gli gira intorno vale la pena di essere considerato. Lei sa di arte.

Federica, esiste l’arte? Ti rispondo con una citazione da All’ombra delle fanciulle in fiore di Proust: “Allo stesso modo, produce opere geniali non chi vive nell’ambiente più squisito, chi ha la conversazione più brillante, la cultura più vasta, ma chi, cessando bruscamente di vivere per sé, ha avuto il potere di rendere la propria personalità simile a uno specchio, in modo che la sua vita, per quanto possa essere mondanamente e anche, in un certo senso, intellettualmente, mediocre, vi si rifletta: perché il genio consiste nel potere riflettente e non nella qualità intrinseca dello spettacolo riflesso.” 

Cosa vedi in essa e dove la si può vedere? Al momento sono alla disperata ricerca di imbattermi in opere d’arte che mi strappino un’emozione intensa, che siano ardite, che siano belle, che facciano risuonare cuore, anima, viscere. Purtroppo sono estremamente rare da incontrare. Appena le trovo ti avviso.

Milano è una città che sa di arte? Direi di sì, Milano da qualche anno a questa parte è percorsa da un’energia interessante. Certo ci sono tante tante cose mediocri, comode e troppi circolini chiusi ed autoriferiti – soprattutto per quanto riguarda i giovani – ma si riescono anche ad incrociare realtà molto interessanti, ne cito alcune non istituzionali: Converso, Marsèlleria e Marsèll Paradise, Mega.

Sapere o sentire parlare di arte? Attraversare l’arte.

Copiare, fotocopiare, disfare, distruggere. Arte concettuale o arte elementare? Arte elementare.

Sei seduta davanti ad un opera di…? In questo momento mi vedo davanti solo Thérèse Dreaming l’opera di Balthus nella collezione del Met di New York che Miss Mia Merrill, una giovane Newyorkese, ha chiesto di togliere organizzando una raccolta di firme. Pensi che…? Penso che sia un lavoro bello e potente, per nulla offensivo e credo che quest’azione da parte di una giovane donna sia uno specchio del clima paurosamente anti-culturale che si respira ora negli USA. 

E ora hai un bagno: per “vomitare” o aggiustarti il rossetto? Ovviamente per aggiustarmi frivolamente il rossetto. La leggerezza è fondamentale.

 

Photo by Sara Scanderebech

Editor, M.P.