Pytor Pavlensky brucia Parigi

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Tutti i critici vedono tutto già visto. Performance che fanno parlare, tecniche artistiche che assomigliano. Ai saccenti curatori poco importa, intravedono ispirazioni e contestano copiature. L’arte di Pavlensky, è fare, qualsiasi siano le fonti studiate. La vita in pericolo, lo sforzo estremo, il finto che è vero. Quando Marina Abramovic saltò nel fuoco fu un miracolo, quando Pyotr Pavlensky si è inchiodò i genitali sul selciato della centralissima Piazza Rossa di Mosca fu considerato il solito pazzo attivista. La falsa retorica continua. Poco importa, Pyotr non si ferma, non crea profumatissimi cioccolatini dal sapore artistico, e neppure ti fissa per ore. Essere contro è creare uno scontro. L’ultimo avvistamento è stato a Parigi, capitale dello stato che gli ha concesso asilo politico, dove sembra aver voluto iniziare nella Banca centrale della Francia un incendio. La storia insegna, la presa della Bastiglia va rivista.

Editor, M.P.