Umberto Chiodi è libero

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Umberto Chiodi-Generatore di vuoto-2017.jpg

Ibridazione, decostruzione, disseminazione. La libertà artistica di Umberto Chiodi viene messa sotto osservazione. Tra le mani collage materici diventano disegni impressionisti. Per lui solo serie seriali esplicite di deformazioni. Sembrano vecchie tele, quotidiane digitalizzazioni, future visioni. Le opere su pareti diventano punti mobili da fissare. Le realizzazioni concepite tra il 2016/2017 vengono inserite nella mostra in corso IMPROMPTU, fino al 7 novembre alla Galleria Studio d’arte Cannaviello a Milano. Di formati diversi, sono presenti circa trenta disegni, una installazione a parete, composta da trenta piccoli assemblaggi della serie “Generatori di vuoto”, e un libro d’artista della serie “Cavità”. A noi spettatori in regalo una visione mostruosa delle forme e leggerezza ironica paradossale.

Umberto Chiodi assemblaggi parete

Assemblaggi della serie “Generatori di vuoto”,  2017

 

Gli assemblaggi (dimensioni variabili, circa 35×30 cm) sono  composti da materiali plastici, ferro, vetro ed elementi organici. compenetrare/innestare  frammenti di oggetti di uso comune (cucchiai di plastica, lacci per scarpe, fermagli, ciglia finte, cannucce, frammenti di occhiali, cartoline viaggiate, bigiotteria, galleggianti da pesca, aghi, auricolari, jack, cavi elettrici a mo’ di raccordo…) con perle, piume, denti animali e legno, creando una serie di ipotetici e paradossali strumenti che rimandano ad accessori di consumo o a feticci tribali antropomorfi. Senza l’uso di colla, ogni oggetto è infilato nell’altro come parte di un giocattolo componibile. I regni e le categorie sono fuse attraverso incastri non privi di una certa malizia sensuale. L’estetica diventa influente e continuativa.

http://www.cannaviello.net

http://www.instagram.com/umberto.chiodi

Editor, Albert Ferrari

 

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