Woodshock non è un festival

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Elegante stranezza, minimale frastuono. Un viaggio che porta lo spettatore a decifrare lentamente, senza volerne la fine, il nuovo progetto visivo delle sorelle in arte e moda Rodarte. Le Mulleavy portano l’ onnipresenza (poco ingombrante) di Kirsten Dunst aka Theresa, nel dramma psicofisico Woodshock. Doppia interpretazione: l’ incarnazione estetica del brand che diventa marchiabile ad uso e consumo, il lungometraggio che aspira ad essere acclamato. Comunque si veda, rimane impeccabile. Lo spazio infinito di una foresta di sequoie come maestosa ambientazione, il silenzio che porta a sentirsi lontano diventando sempre più soli e una donna, a tratti astratta.

http://www.rodarte.net

text, VD Team