news

Andrea Giacopuzzi

Ogni mattina al mio risveglio ho in mente a rotazione delle canzoni, quasi sempre sono accompagnate da video che metto a loop e mentre riordino non solo il letto, anche la giornata comincia a prendere forma. Nella cassetta della posta non il solito volantino con gli sconti del supermercato vicino, ma qualcosa in più da guardare, sfogliare. Tutto esiste grazie al mio Mac, St. Photoshop aiuta tutti i bisognosi di creatività. “Andrea Giacopuzzi, on line, tutto per la fantasia”. Oggi ci faccio la spesa.

Nel 1984, (eri già nato?) usciva “Paninaro” dei Pet Shop Boys, inno allo stile italiano di quel tempo, cantato dal gruppo POP per antonomasia. Una scritta si accende e si spegna, le tue immagini sono? Non ero ancora nato, ma mancava poco. Sono totalmente figlio degli anni 80, amo tutto quello che caratterizza l’ estetica di quel decennio. Non lo dico in senso nostalgico, sono assolutamente contro qualsiasi discorso del tipo “ah quanto si stava meglio una volta, oggi fa tutto schifo”. Io mi riferisco puramente all’ immaginario estetico che caratterizza quegli anni, che oggi viene considerato eccessivo, trash, spesso di cattivo gusto, quasi una carnevalata. Io invece avrei amato vivere quel decennio da 20enne, ma va benissimo esserne figlio, mi piace pensare che il sangue 80s scorra nelle mie vene anche se non mi piace identificarmi con un unico periodo/categoria definito. Le immagini che ho nella testa e che cerco di realizzare non nascono con una definizione, sono tutto e niente. Sono flash che si accendono nella mia mente, “nascon da sole e sono come i sogni, e a noi non resta che scriverle in fretta perchè poi svaniscono e non si ricordano più”, esattamente come cantava Vasco. Se dobbiamo racchiuderle in qualche categoria precisa possiamo inserirle in quel gran calderone che è il pop.

Hai tutto quello che un affamato consumatore come me ha bisogno per sentirsi sazio, cucini le tue immagini in modo perfetto, i tuoi ingredienti? I miei ingredienti possono essere i più disparati, l’ importante è che, per me, siano saporiti. Mi piace la bellezza, ma è un concetto tutto personale di bellezza. La cerco e mi capita di trovarla ovunque, anche se spesso la vedo solo io. Sicuramente l’ ingrediente fondamentale per raggiungere la mia idea di bello è il colore: amo tutta la gamma di colori, mi danno gioia, mi illuminano gli occhi. Il colore non deve mai mancare, non sopporterei l’ idea di un mondo in bianco e nero, mi farebbe impazzire. Un altro ingrediente primario è l’armonia: a me piace usare tantissimi elementi e diversi tra loro, quasi a creare un caos a volte, ma l’ insieme finale deve sempre risultare armonico, niente è lasciato al caso, tutto fa parte di un disegno ben preciso.

Oggi cosa promuovi? E cosa invece decidi di mettere all’ ultimo piano? Da sempre nella vita promuovo la personalità, il carattere, sia nelle persone che nelle cose. Ultimamente promuovo decisamente la qualità e metto all’ ultimo la quantità. Volendo andare sul retorico promuovo l’ integrazione e metto all’ ultimo piano il razzismo. Andando nel dettaglio promuovo le pietre preziose, il caldo, le camicie stampate, le persone pungenti, la cioccolata, adidas, i giochi olimpici, Jersey Shore, il mare, Pippo Inzaghi, mentre metto all’ ultimo piano la lana cotta, le piante secche, le persone permalose, la birra, Rick Owens.

Rifornimento? Inventario? (Ispirazioni?) Sicuramente gli artisti, e non uso questa parola a caso, che per primi mi hanno folgorato e hanno dato vita al mio immaginario con le loro opere sono stati David LaChapelle, Gianni Versace e Jeremy Scott. Ovviamente va citato Warhol, insieme a tutti i massimi esponenti della pop art. Amo in maniera particolare l’ estetica sognante ma dettagliata delle opere di Bouguereau e Godward. Infine voglio fare un ringraziamento particolare a tutta l’ arte popolare, intesa come espressione dell’ identità, dei valori e dell’ estetica di una cultura, che sia quella congolese, cinese, polacca o indiana, qualsiasi. Il risultato di tutto questo è che cerco l’ ispirazione veramente ovunque, mi piace osservare bene tutto quello che mi circonda, capire i dettagli, qualsiasi cosa è un potenziale punto di partenza.

Ho preso Katy Perry, una latta di pomodori, delle cornici di plastica color oro, cosa posso aggiungere per un buon piatto? Due foglie di palma, una spolverata di bigiotteria e qualcosa di porcellana. Non bisogna mai dimenticare di condire il tutto con una buona dose di ironia e leggerezza, non leggerezza vuota però, ma una leggerezza consapevole.

La cassiera mi guarda disorientata, non capisce come posso aver preso dei bigodini rosa e sono rasato, e si domanda cosa faccio con un crocifisso che si posiziona perfettamente sulla stampa della mia felpa, (cade precisa nel mezzo del deretano di Kim Kardashian)… i tuoi contrasti? Le tue manie? I tuoi eccessi? Lo sguardo disorientato della cassiera è la sintesi perfetta dei maggiori problemi di questo mondo, i limiti e la superficialità, che danno vita poi al vero dramma che è la mediocrità. La vera domanda che dovrebbe porsi la cassiera è “perchè no?”. Non sgomento ma stupore, che nasce dalla curiosità, dalla voglia di inaspettato, di scoperta, di andare oltre le proprie conoscenze, di diversità. Questa è la base di tutto il mio pensiero e probabilmente anche la mia più grande stravaganza. In realtà sono una persona molto tranquilla e che ama la tranquillità soprattutto non ci sono particolari eccessi o manie che mi caratterizzano, se non quello di accumulare compulsivamente qualsiasi tipo di oggetto inutile, preferibilmente di ceramica o plastica dorata, a forma di conchiglia. Contrasti invece tantissimi, interiori: vivo perennemente in bilico tra un sincero e ottimista senso di gratitudine per la bellezza infinita della vita e del mondo in cui siamo, e un pessimismo cosmico che mi convince appieno sulla rovina che è il genere umano e sul fatto che veramente non ci sia alcuna speranza. Amo praticamente tutte le stronzate, spesso inutili, create dall’ uomo, come la plastica, i supermercati, le metropoli, il lusso, ma allo stesso tempo sono depresso perché consapevole che tutte queste cose sono anche la causa della rovina di quella che davvero è la cosa più bella del mondo, l’ opera massima, combinazione perfetta tra funzionalità e bellezza: la natura. Sicuramente l’ esasperazione dei colori, del materialismo, della superficialità che trasmetto nei miei lavori nasce in parte da questo mio lato oscuro. Un tormento senza fine, almeno fino al terzo bicchiere di vino.

Mi ha appena scritto Jeremy Scott, aprirà una carrozzeria e si dedicherà soltanto alla beneficenza. Dimmi le tue alternative? Stop a tutto quello che hai fatto, cambi e…? Vado a vivere in Tanzania e lavorare come guardia/ricercatore/aiutante nel Masai Mara. Oppure, dal momento che amo ascoltare le storie e i problemi delle persone e dire la mia, comincerei a fare il terapista. O l’opinionista a “Uomini E Donne”.

“Paninaro” l’ ho gia ascotato troppe volte, consigli per gli ascolti? In questo momento ti direi: Kaleidoscope Dream (Miguel), Don’t Take Away The Music (Tavares), Heartbreaker (Mariah Carey feat Jay Z), Ain’t That Peculiar (S.Mos), Eyes Without A Face (Billy Idol), Cuban Pete (Desi Arnaz), La Vie En Rose (Grace Jones), Versace On The Floor (Bruno Mars), Ice On The Dune (Empire Of The Sun).

http://www.andreagiacopuzzi.com

http://www.instagram.com/andreagiacopuzzi

Interview, M.P.

 

Annunci