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Kris Lamba

Una forma di vita composta da carbonio, che arriva direttamente da Londra per posizionarsi su terra sarda, Cagliari. Traccia linee ben precise, chiudendo i punti per dare vita a forme che diventano oggetti/giochi che solo la spensieratezza di un bambino può definire. A noi adulti il compito di toccare e usare, decifrare Kris Lamba secondo canoni matematici precisi, rileggere anche nelle ombre create una filosofia linguistica romantica.

Da bambino si fanno grandi sogni ad occhi aperti, da adulti si impara a chiuderli più spesso, si tende ad essere meno spontanei, i tuoi erano premonitori? Ricordi? Il mio piccolo mondo era il giardino, cadevo, mi rialzavo, da sdraiato osservavo, pensavo; un posto magico, li facevo tutto, anche se dopo aver provato a mangiare delle lumache… ho capito che anche il quel posto non era tutto buono, stavo crescendo.

Sicuramente come nel tuo giardino anche oggi avrai disgusto per qualcosa e qualcuno. Si, le cose sono interscambiabili, non sopporto le persone che ingiustamente e di continuo manifestano la propria insoddisfazione, odio l’ insoddisfazione che di riflesso si prova a infliggermi. Si chiama negatività?

Negazione possibile, ma tu lavori la materia, non dovresti avere una riflessione meno soggettiva? Il primo oggetto che hai fatto? Ho scolpito, o meglio ho iniziato a distruggere, formare, delineare una scultura senza sapere bene cosa fare, era un avvio su pietra calcarea. Il tanto che ho fatto nel periodo primitivo era molto disordinato.

Energico e impulsivo, fai e ti penti? Qual è la cosa più pazza che hai mai fatto? Sono un giovane adulto, ho saltato da una scogliera molto alta solo per impressionare la gente che mi guardava, ho scelto, come il nome (Hendrix), di acquistare il mio gatto perchè mi fissava, e tante altre cose più o meno discutibili… faccio, non  mi pento.

I tuoi lavori sono ben finiti, rifiniti, taglienti, inglobano lo spazio, e l’ ambiente si approria di loro, parlami della seduta RV1. Fisicamente sinuosa, minimalismo dalla filosofia zen, invisibile da certe angolazioni, dalla semplicità ingannevole. E’ difficile da produrre (come molti oggetti semplici).

Il tuo perfetto ospite cosa non deve vedere, cosa nascondi al suo arrivo? Forse alcuni disegni. Ho per casa idee incompiute e incoerenti. Alcune divagazioni scritte, disegnate, semi-prodotte durante fasi indiscutibilmente “allucinogene”.

Tornando ai sogni, sembri risolto. Ma so che sei in movimento, la staticità non ti appartiene, immagini a colori o in bianco e nero? Vero, e sempre a colori. Alcuni saranno irrealizzabili. Un giorno ascoltando i Jefferson Airplane “Surrealistic Pillow”, non a caso una pietra miliare del 67, sarò sulla luna e metterò una delle miei sedie…

Scena simbolica! Difficile da acquistare… e se avesse un prezzo? … fammi un’ offerta?!

Col mio saldo in banca penso mi possa permettere una stampa con foto con scritto titolo, artista e il tuo autografo… sei un’ artista vero? Gli artisti cercano in continuo, anche cose che altri nemmeno considerano, non necessariamente poi vengono trovate, ma fanno un viaggio ed è questo che fa la differenza. Sono un’ artista?

Sei di sicuro introspettivo. Cerco una forte risposta emotiva.

E la domanda a chi la poni? Ai miei genitori, a Picasso e Bob Dylan.

 

http://www.krislamba.com

Interview, M.P.

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