Oliviero Toscani/Più di cinquant’ anni di magnifici fallimenti

Fin da piccolo amavo partire per Milano, aspettavo con ansia il giorno della partenza. Anche se il viaggio durava poco, il ritrovarmi a salire le scale della metropolitana della fermata San Babila sembrava un miraggio. Doveva essere di sabato, di pomeriggio, di qualsiasi mese. Eccomi arrivato. La prima cosa che vedevo, sapevo (già) dove guardare, era in alto; il cartellone pubblicitario che campeggiava fermo sopra i negozi Benetton. Ogni volta un’ immagine trasgressiva, e se non lo sembrava, sapevo che un messaggio, un punto di domanda c’ era sempre. Quelle foto col tempo divennero slideshow, a ripetizione, ma erano sempre “quelle” di Oliviero Toscani. Con lui svelavo i miei tabù, aprivo la mente a nuove scoperte e tutto sembrava normale. Oggi tutta questa normalità copiata, stravolta, uccisa e ripresa sarà ben visibile dal 16 febbraio al 28 aprile al Whitelight Art Gallery di Milano. Razzismo, pena di morte, AIDS/guerra, l’ attualissimo Bacio (tra prete e suora) e tanto – ma non tutto – altro da vedere.

http://www.whitelightart.it

Editor M.P.

 

 

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