news

Davide Trabucco

Sono diverse le realtà che si intrecciano nei collage di Davide Trabucco. Un mix capace di far interagire immagini, visioni e decisioni tra loro con una linea decisa. Netto il risultato per noi osservatori. Lati opposti che diventano unicità.

Come nasce un tuo progetto? Quali processi decisivi diventano le tue linee guide?
Di un progetto bisogna sempre avere chiara qual è l’idea che lo anima, l’elemento irrinunciabile che lo rende unico e riconoscibile rispetto al resto. Trovato quella il progetto deve andare avanti in quella direzione. Decisiva per me è sempre la fase di ricerca e sedimentazione delle idee, che a volte può durare un tempo piuttosto lungo. Preferisco lasciare delle idee da parte, piuttosto che forzarne il loro naturale risultato. L’attesa spesso è uno degli strumenti migliori.

La tua personale visione della fotografia? Della fotografia amo la parzialità, ovvero la possibilità di racchiudere in uno scatto una porzione, una piccola parte di ciò che ci circonda, che estrapolata dal contesto assume significati nuovi. Non amo quindi il reportage, la volontà di narrare il mondo per quel che è: preferisco chi attraverso l’obbiettivo riesce a ri-raccontare la sua esperienza, a dare una nuova definizione alle cose. Un fotografo dovrebbe costruire il proprio personale dizionario visivo del mondo.

Osservando i tuoi collage mi soffermo sulla diagonale che taglia perfettamente l’immagine, percepisco una salita o una discesa ma sempre inversamente opposte, quanto contano le sensazioni finali? La sensazione finale conta in modo decisivo. Uno degli obbiettivi di Confórmi è creare un’immagine nuova, unica, attraverso due immagini distinte, le quali non devono prevalere sul risultato finale, ma continuare a “immergersi” l’una dentro l’altra.

Riconosco grande vulnerabilità nella scissione, ispirazioni artistiche? La scissione è legata alla volontà di accostare semplicemente due cose già esistenti, non intervenendo in modo diretto o deformante sull’immagine. E’ legato quindi ad una finalità tecnica e non ad un’ispirazione artistica.

Fare arte oggi è possibile per tutti? Quali tecniche passate porti con te? Non credo che fare arte oggi sia più facile, ma che il web con la sua democraticità (sempre parziale) dia la possibilità di entrare in contatto più facilmente con gli addetti del settore. E la comunicazione è una delle “tecniche” più attuali che mai, della quale molti artisti hanno fatto il loro segno distintivo. Avendo un background di studi di architettura, non ho particolari tecniche che mi porto dietro: imparo di volta in volta le soluzioni da adottare.

Osservando il tuo lavoro, uno dei miei preferiti rimane David Gandy VS la scultura di Fausto Barberini, da quale metà sei partito? Come in ogni immagine non c’è un prima e un dopo: nel momento in cui un immagine me ne ricorda un’altra compongo quella nuova. In questo archivio visuale non c’è una fase di ricerca dedicata, ma l’archivio cresce parallelamente alle mie letture e ricerche per altri lavori.

Giochiamo. Tre personaggi che vorresti tagliare e far incontrare tra loro? Il David di Michelangelo, Javier Zanetti e Apparat.

La tua metà perfetta? Il quadrato e la sua diagonale.

http://www.davidetrabucco.it

http://www.conformi.tumblr.com

http://www.instagram.com/conformi_

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...